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Politica Estera, Europa, Gas

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17 gennaio 2009

Egregio Direttore,

Visto che qualcuno nel forum ha iniziato ad affrontare l’argomento, vorrei cogliere l’occasione per esprimere la mia opinione sulla questione del gas russo. Innanzitutto bisogna sgombrare il campo dalla campagna mediatica, dai toni sempre più propagandistici, che imperversa nei paesi occidentali, dicendo chiaramente che è assurdo che un paese come l’Ucraina, che si è reso legittimamente indipendente dall’URSS, che ha assunto meno legittimamente una politica dichiaratamente ostile alla Russia, possa pretendere di pagare il gas russo ad un prezzo di favore, nonchè di non pagare i debiti pregressi accumulati in questi anni.

Questo del resto è il frutto della politica estera americana, la quale prevede a mio avviso un Europa ridotta a semplice spazio economico (e dunque in queso senso va benissimo anche la Turchia), senza quindi alcun peso politico e\o militare, e, soprattuto ben separata da una Russia, cinta possibilmente da un apposito “cordone sanitario” fatto da paesi ostili. A tale scopo infatti è evidentemente funzionale sia l’allargamento della NATO ad est, non solo inutile ma anche subdolamente intrecciato all’allargamento dell’UE stessa (ricordiamo infatti che NATO E UE sono in realtà due cose separate e ben diverse: un alleanza militare la prima ed un progetto di costruzione politico\confederale la seconda), sia il sostegno dei soliti noti (cia, agenzie governative similari ed organizzazioni non governative internazionali varie colluse) alle pseudo rivoluzioni “democratiche” in Georgia (chiedete a Shevardnadze) ed Ucraina appunto, le quali avevano lo scopo di imporre dei governi satelliti con il compito di ostacolare i rapporti della Russia con il resto dell’Europa e circondarla, e così stanno difatti stanno facendo…

Tale visione americana è poi in realtà una diretta eredità della politica estera dell’Impero Britannico, dai tempi di Elisabetta I fino alla seconda guerra mondiale. In tale ottica infatti i britannici, mentre puntavano al controllo dei traffici economici mondiali, hanno sempre cercato di impedire alla potenza continentale di turno di creare attorno a se un blocco continentale politico, economico e militare. Ciò li ha portati prima ad un confronto secolare con la Francia, dai tempi del “Re Sole” fino a Napoleone, poi ad ostacolare la politica panslavista degli zar, sostenendo il moribondo Impero Ottomano (vedi guerra di Crimea), ed infine al confronto con la neonata potenza tedesca, sfociato nelle due guerre mondiali.

Ora alla luce di tutto ciò, in considerazione dell’esistenza evidente di interessi convergenti, sia economici che geopolitici, tra Europa e Russia (anche se io considero comunque la Russia appartenente alla famiglia europea e non apprezzo questo distinguo), questa UE, se vuole giustificare la propria esistenza, deve mostrare una chiara e seria percezione di quelli che sono appunto i propri interessi essenziali e avere il coraggio di buttare nello scacchiere internazionale il proprio peso, rimasto fino ad ora sulla carta, per spiegare ai signori di Kiev, oltre che ad altri “amici” comuni, che, se vogliono avere un futuro europeo, peraltro legittimo, o di rapporti privilegiati con l’Europa, devono smetterla con questo gioco sporco.

Altrimenti poi non bisogna meravigliarsi e\o indignarsi se la Russia stessa, che evidentemente ha dei governanti che, avendo coscenza degli interessi vitali del proprio paese, non intendono subire la “storia”, decide di tutelarsi da se, come avvenuto in Georgia.

Ringraziando comunque per l’attenzione, si coglie l’occasione per porgere i migliori saluti,

Giuliano Guerrieri

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