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Politica, occorre una rivoluzione copernicana

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11 maggio 2013

Egr. Direttore,
non è facile perdere il proprio tempo per dedicarlo alla crisi politica del nostro Paese. Già la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica, rimane un fatto quasi assurdo: in un Paese che chiede rinnovamento si riconferma una persona che con tutti le doti che gli si potrebbe riconoscere siede in Parlamento da oltre 60 anni, quasi non esistesse altra persona idonea a rappresentare l’unità nazionale.

Di questo governo, pur con tutti i limiti e le contraddizioni politiche che si porta appresso, c’è solo da sperare che faccia qualcosa di positivo per questo povero Paese, condannato ad una crisi economica spaventosa che vedrà crescere ancora la disoccupazione nei prossimi anni, con drammi familiari inimmaginabili. Ma quello che colpisce di più di tutti è il fossato che si allarga giorno dopo giorno tra i partiti e la gente.

Il PDL, che i sondaggi danno oggi come primo partito, (pazzesco) è solo preso dalle questione giudiziarie del suo capo per evitare a questo ingombrante personaggio di accettare, come tutti gli esseri umani, le decisioni della magistratura, accusata di essere, a suo dire di sinistra ! Se fosse vera questa tesi, i poveri non sarebbero così poveri e i ricchi così ricchi. Semmai è vero il contrario: nelle legislazioni di tutti i paesi occidentali le leggi sono a favore dei disonesti contro le persone oneste, ossia contro i poveri.

Il M5S di Grillo si interessa poco dei problemi del Paese, tutto preso dalle sue questioni interne sui propri stipendi, indennità, rimborsi ecc. ecc.: semplicemente folle che un partito che ha raccolto il 25% del consenso elettorale si perda in questioni marginale solo della propria immagine e basta.

Il PD, a cui va riconosciuto insieme al Movimento Civile di Monti, di essere rimasto l’unico partito per così dire serio dell’attuale quadro politico istituzionale, è preso in una crisi politica interna e da divisioni che lo portano lontano rispetto ad una visione di servizio alla politica che dovrebbe essere la bussola per ogni formazione o movimento. Questa lotta politica interna dimostra che dietro a tante belle parole, si celi una lotta per il potere personale o di gruppi che sfugge alla gente comune. In una situazione di crisi che un domani potrebbe diventare incontrollabile, fare oggi il segretario del PD può essere solo un grande sacrificio.

La grande contraddizione che vive oggi il nostro Paese è pur non essendoci più vere divisioni né sulle politiche internazionali (siamo tutti atlantici ed europeisti), nè sulle politiche economiche (siamo tutti schiavi del mercato globale, purtroppo), ne esistono gravi divisioni religiose, ebbene pur senza questi divisioni o contrapposizioni, non siamo in grado di governare questo Paese. Perché avviene tutto questo ? C’è purtroppo una solo risposta: non essendoci più ne ideologie e ideali, la politica solo ricerca del potere, il contrario di una politica intesa come servizio.

Carlo Maria Martini scriveva nella sua delusione sulla Chiesa in crisi, che l’unica cosa che gli rimaneva da fare era quella di pregare per la Chiesa. Forse anch’io oggi prego per la Chiesa perché si ponga come motore per far uscire l’Europa dalla crisi, ma per fare questo deve essere solo evangelica e non più centro di potere. Una rivoluzione copernicana che forse nemmeno Papa Francesco da solo, è capace di attuare. Quindi l’unica scelta da fare è pregare per il nostro Paese.

Emilio Vanoni

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