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Ponticello storto a Capolago, se ci fosse La Pira…

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6 aprile 2009

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"La giunta si prospetterà i problemi della popolazione più umile di Firenze e cercherà con tutta l’energia possibile di avviarli a soluzione: occorrerà per questo che la nostra mente e il nostro cuore lavorino indefessamente per proporzionare i mezzi ai bisogni. Il compito è duro ma faremo il possibile e l’impossibile per adempiere a questo fondamentale comandamento umano e cristiano".
 
Con queste parole Giorgio La Pira, il "Sindaco Santo", presentò il primo dei tre obiettivi del programma della sua giunta.
 
A cinquantotto anni di distanza queste parole assumo un significato quanto mai importante per Varese.
 
Da ormai diversi anni la giunta di destra non è stata capace di sviluppare un progetto di città, non riuscendo a valorizzare le caratteristiche e le potenzialità dei rioni di Varese, ed in modo particolare di quelli periferici.
 
Il porticciolo di Capolago è diventato in queste settimane il simbolo di questa incapacità e confusione amministrativa.
 
Sono ormai sei mesi che attraverso raccolte di firme, interrogazioni del PD in comune e in circoscrizione, lettere ai giornali si è chiesto alla pubblica amministrazione di intervenire per realizzare un ponte per attraversare un ruscello.
 
Leggendo l’articolo di ieri ho appreso con gioia che l’arrivo della primavera ha migliorato la salute di alcuni nostri rappresentanti politici a cui è tornata la voce, e che ora, dopo mesi di assenza, si ergono a portavoce di questi problemi.
 
La politica deve essere espressione concreta dell’umile servizio quotidiano e dell’amore per la comunità. Per questo motivo non può e non deve limitarsi a rari proclami ma, come disse La Pira, è essenziale che il cuore e la mente lavorino uniti, con tutta l’energia possibile per il bene della società.
 
Come detto questo ponticello è solo un simbolo della cattiva amministrazione cittadina, che si manifesta quotidianamente nell’incuria delle strade, nelle strutture scolastiche e sportive fatiscenti, nell’incapacità di ricercare e far emergere il bello della nostra Varese.
 
Mi auguro che le parole di La Pira, possano ricordare e far capire ai nostri amministratori cosa vuol dire fare politica, e che il progetto per una città dell’uomo trova fondamento nella costante e incessante ricerca di soluzioni intelligenti ai problemi della popolazione più umile della città.
Matteo Acchini

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