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Prefetto Zanzi, bentornato a Varese

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27 settembre 2011

 Egregio Direttore,

mi consenta su queste pagine di dare il mio benvenuto, o meglio il ben tornato a Varese, dopo l’esperienza di Prefetto della provincia di Verbania-Cusio-Ossola, a S.E. il Prefetto dr. Giorgio Zanzi, con cui ho avuto l’opportunità ed il piacere di lavorare per molti anni nella Prefettura di Varese e in diversi Comuni della provincia quando Lui era Commissario Governativo ed io nominato suo Vice.

   Sono trascorsi trent’anni da quando lo vidi arrivare a Villa Recalcati e prendere servizio da Consigliere di Prefettura ed io, come Economo e Consegnatario, provvidi a far preparare il suo ufficio.   Ricordo che aveva un modo garbato e gentile nel chiedere qualsiasi cosa gli occorresse e che era sempre parco nelle sue richieste.

   Mi permetto quindi di confermare la descrizione di persona “parsimoniosa e alla mano” che ne fa il giornalista Gianni Spartà nell’articolo-intervista sul settimanale “Lombardia Oggi” dell’11 sett. dove, in una delle foto pubblicate, con mia somma sorpresa ed orgoglio, mi sono visto ripreso  accanto al Prefetto di allora (1998) S.E. Gian Valerio Lombardi, attuale Prefetto di Milano, insieme all’allora Capo di Gabinetto dr. Giorgio Zanzi ed alla gentile consorte del Prefetto Lombardi. 

   Come ho già riportato nel mio libro “I luoghi della memoria, ricordi e pensieri di una vita” (Edizioni Il Castello) per conoscenza dei lettori desidero spiegare le ragioni per le quali tuttora si continua ad attribuire ai Prefetti l’appellativo di “Eccellenza”. Tale titolo fu abolito con Decreto Luogotenenziale N. 406 del 28.6.1945,  decreto che però non fu mai convertito in legge: pertanto  non ne risulta vietato l’uso di cortesia nell’ambito dei rapporti personali verbali e nella corrispondenza a carattere privato dei Prefetti e, secondo una consuetudine ancora piuttosto diffusa, anche in ambito internazionale.    Infatti l’ “Eccellenza” (abbreviata in S.E.) è un attributo onorifico in uso anche nelle convenzioni diplomatiche (es. Ambasciatori) e nella Chiesa cattolica (Vescovi ed Arcivescovi).   Peraltro il sentirsi conferire tale titolo significa avvertire non solo la responsabilità ma anche il dovere d’essere eccellenti e di vivere tale stato di eccellenza al servizio della collettività. In tal senso l’appellativo non assume il significato di chi si distingue al fine di dominare o prevalere sugli altri, ma deve assumere il significato di chi esprime una preminenza di valori, di doti e di capacità intellettuali, morali, professionali ed umane da mettere al servizio dell’interesse generale.

  Ciò premesso, sono certo che S.E. il Prefetto Zanzi per la sua competenza, professionalità e dedizione all’incarico che ricopre ha pieno titolo di fregiarsi dell’attributo di “Eccellenza”.

   Con l’auspicio che a nessuno venga in mente di abolire le Prefetture ed i Prefetti, ultimi baluardi di legalità e garanzia di imparzialità della Pubblica Amministrazione, concludo augurando al dr. Zanzi buon lavoro nella sua e nostra bella provincia.

   Colgo l’occasione per ricordare tutti i Prefetti (tredici) che ho avuto il privilegio e l’onore di conoscere e con i quali ho collaborato nei miei trentasette anni di lavoro in Prefettura a Varese,  dal primo S.E. Gaetano Ariano (1969),  all’ultimo S.E. Roberto Aragno (2006), ed inviare tanti cari saluti ai colleghi ancora in servizio e a quelli che come il sottoscritto già sono in pensione. 

Martino Pirone

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