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Premiare i ragazzi il 25 Aprile sarebbe stato meglio

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27 aprile 2011

Gentile Direttore,
molto tempestivamente attraverso la stampa ho ricevuto dal sig. Angelo Zappoli, a nome di ANPI,
risposta alla mail con cui mi esprimevo a favore del mantenimento, come è sempre stato, del
Premio cittadino XXV aprile per studenti meritevoli nella data storica cui il premio stesso si
riferisce.
La spiegazione che spostare la premiazione degli studenti dal 25 aprile al sabato 30 aprile è
determinato dal desiderio di dare maggiore risalto al premio stesso mi lascia perplessa.
Mentre percorrevamo il corteo o seguivamo la deposizione della corona d’alloro all’Arco Mera, in
Piazza della Repubblica e in Largo Resistenza, mentre ascoltavamo la testimonianza del partigiano
Cin, le parole del sindaco Fontana e quelle della giovanissima presidentessa di ANPI, in tanti ci
guardavamo attorno accorgendoci che gli studenti delle scuole mancavano.
Certamente riascolteranno CIN sabato prossimo, ma, a mio avviso, sarebbe stato bello che potessero
essere essi stessi parte attiva della comunità cittadina e dei suoi rappresentanti istituzionali, una
comunità che si raccoglie attorno ai valori di libertà e democrazia, condividendone la portata
sociale, culturale e istituzionale, oltre che storica.
Mi sento supportata in questa riflessione proprio da quanto detto da Alessandra Pessina, presidente
di ANPI, che ha sostenuto fermamente la necessità di passare il testimone ai giovani, che si
sentano civilmente chiamati a non dimenticare il valore della Resistenza. E anche dalle parole del
sindaco Fontana, che ha auspicato una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita istituzionale,
condividendo i momenti importanti della vitacollettiva.
Forse dare spazio ai ragazzi in un momento diverso da quello delle celebrazioni ufficiali e condivise
della nostra comunità cittadina, ha privato loro e le loro famiglie di una bella opportunità per
vivere, assieme alla città, ai cittadini e ai rappresentanti istituzionali, il giorno in cui si fa memoria
della Resistenza.
E sicuramente il valore del premio non sarebbe stato sminuito.
Sicuramente sarebbe stato valorizzato il senso di appartenenza a una Comunità locale e a uno Stato
all’interno del quale ci riconosciamo.
La ringrazio cordialmente
Luisa Oprandi, insegnante

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