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Preserviamo le nostre radici anche nella “contaminazione”

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5 novembre 2008

Caro Direttore,
vorrei solo replicare al signor De Nunzio che io ho auspicato lo studio della storia da parte della rappresentante dei giovani padani solo per dimostrare quanto fosse traballante il suo parallelo fra due inesistenti “invasioni”.
Se la ragazza è convinta che nel 1915 c’erano “eserciti che tentavano di invaderci e conquistarci” , mi spiace: dimostra solo, purtroppo, di aver studiato male.
E se non ha capito che tanti giovani hanno combattuto quella guerra perchè credevano proprio nell’Italia unita, mi spiace ancora di più.
Se infine prende a pretesto questa sua malintesa storia per fare paragoni inaccettabili, mi sembra giusto far notare che è partita da basi sbagliate per andare completamente fuori strada.
Detto questo, tutto è recuperabile: basta un po’ di impegno e di apertura mentale: studi e discuta la ragazza, incontri ragazzi stranieri e giri il mondo magari con l’Erasmus: avrà sicuramente la bella sorpresa di capire che è possibile preservare le nostre radici anche nella “contaminazione” con altre culture e tradizioni.
La difesa, irrinunciabile, delle nostre conquiste civili e sociali non è incompatibile con il confronto con chi è diverso.
Un cordiale saluto.
Angelo Bruno Protasoni
Gallarate

Angelo Bruno Protasoni

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