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Presi … castagne

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1 novembre 2012

Gentile direttore, a quanto pare, non solo sulle colline e monti Arcisatesi, da un po’ di tempo ci sono poche castagne, quando ricordo che da ragazzo ne “presi”, come tutti, a sacchetti pieni; oltre i disboscamenti e grigie cementificazioni, sembra che anche i cambiamenti climatici abbiano favorito il proliferare di insetti stranieri, tipo il punteruolo rosso delle palme, che si nutrono delle infiorescenze e l’anno scorso le autorità sono intervenute introducendo nella “catena” un altro insetto che a sua volta attaccherebbe questi “intrusi parassiti”, cercando di ripristinare un equilibrio che forse difficilmente potrà tornare alla normalità, costringendoci a comprare questi frutti gustosi, provenienti da dove la minaccia non è ancora arrivata e probabilmente staranno in allerta attrezzandosi nella prevenzione.
In ogni caso da una scampagnata o quattro passi fra la natura, rimasta abbastanza originaria o in parte incontaminata almeno nei ricordi, in particolare in altura o al mare è possibile visionare spettacoli di ampi spazi e l’emozionante curvatura dell’orizzonte, da cui a suo tempo evidentemente non poterono intuire o dedurre così facilmente la rotondità della Terra.
Allego solo alcune foto in cui si intravede in lontananza lo sbocco del tunnel internazionale che, sulla valle dell’omonimo torrente Bevera, avrà il raccordo con un notevole viadotto, nonché la “cucuzzella” dell’Useria sopra Brenno e le cime delle Alpi svizzere innevate, in uno “spicchio” interessante la parte nord-est rispetto al puntamento dalla Marinona vicino ai tralicci dell’alta tensione che furono subito ribattezzati “Maleficus” e alla Torretta del 600, nascosta da ramaglie in mezzo ad un campo di mirtilli sui 500 m, oggetto di attenzione in un mio intervento; con tutte le variopinte colorazioni di contorno, camaleontiche secondo le stagioni, con verde e azzurro del cielo prevalenti, fra giochi d’ombre e silenzi interrotti da cinguettii ma anche rimbombi di rombi e stridii dei grandi lavori viari in corso, per fortuna respirando ancora una boccata d’aria pura in un’atmosfera avvolgente, comunque sempre appagante, infondendo dosi gratuite di ricariche rivitalizzanti anche per lo spirito o le menti.
A proposito, avventurandosi con l’auto in certi punti si rischia di rimanere “presi in castagna”, imbattendosi in tragitti abbandonati, con ostacoli mal segnalati, che da un’eternità aspettano di essere rivalutati, magari per speculazioni edilizie in un’espansione urbanistica che presto, estendendosi a macchia d’olio, raggiungerà anche quelle sommità.
Grazie e cordiali saluti

Valter Abele Zaccuri

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