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Pressione fiscale

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16 dicembre 2009

Egregio direttore,

nella sua ultima mail, il signor Alberto Gelosia afferma testualmente, non senza una certa soddisfazione: “E’ la seconda finanziaria del governo Berlusconi che non parla di aumenti di tasse neanche sotto forma di una tantum”. Evidentemente, il signor Gelosia ha una sua personale percezione della pressione fiscale visto che, sul Sole 24 Ore, non molto tempo fa, è apparso il seguente articolo che, a mio modesto parere, ben fotografa la situazione italiana:

«Se calcolata sul PIL depurato della componente stimata di economia sommersa, la pressione fiscale nel nostro Paese per il 2008 schizza da un già elevato 42,8% a un insostenibile 50,6%. Un cifra che pone l’Italia al primo posto della classifica europea dei Paesi più esosi con i cittadini, facendole superare anche Paesi come la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) ed il Belgio (45,9%), i quali tuttavia garantiscono a quei medesimi cittadini ben altri standard di servizi e di welfare, rispetto a quelli su cui possono contare i cittadini italiani». Sono i dati di un calcolo effettuato dall’Istituto di ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, illustrati oggi, 19 novembre 2009, dal presidente nazionale della categoria, Claudio Siciliotti, nel corso della sua relazione alla seconda Assemblea nazionale dei commercialisti.

Il dato italiano di pressione fiscale, pari nel 2008 al 42,8%, è calcolato sulla base del Pil che comprende anche la quota di economia sommersa stimata dall’Istat, ma è evidente che il prelievo fiscale si concentra sulla parte emersa dell’economia del Paese e quindi, sul Pil depurato da tale dato, essa risulta sensibilmente superiore a quello degli altri Paesi europei. Anche depurando il Pil di quei Paesi delle stime del sommerso, i numeri cambierebbero di poco, dal momento che la loro economia sommersa ha un’incidenza sui rispettivi Pil assai più contenuta di quella che si verifica in Italia.

«Con una pressione fiscale di questo tipo e un debito pubblico al 115% sul PIL – ha affermato Siciliotti – questo Paese può soltanto vivere alla giornata. È tempo di un fisco leggero con sanzioni pesanti. Da una dozzina di anni a questa parte, la politica fiscale italiana è stata invece sostanzialmente orientata verso un fisco sempre più pesante con sanzioni sempre più leggere. Con gli effetti che oggi constatiamo in termini di sommerso ed evasione».

Questo, naturalmente, per la precisione e per consentire a tutti di capire.

Fabrizio Mirabelli - consigliere comunale Pd Varese

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