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Prete rimosso a Induno Olona, dove sta la verità?

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27 giugno 2011

Pubblichiamo stralci di una lettera giunta in redazione sul caso di don Peppino, il parroco di Induno Olona che si è dimesso ufficialmente a seguito di problemi personali. Abbiamo chiesto un commento al vescovo Monsignor Stucchi, anche alla luce di quanto accaduto ieri a Casbeno, dove un gruppo di volontari dell’oratorio ha protestato per il trasferimento di un prete, don Luca, che secondo la comunità locale aveva rimediato ad alcuni problemi nati proprio durante la gestione di don Peppino Forasacco. Le opinioni sul tema sono diverse e i commenti ai nostri articoli lo stanno evidenziando, tuttavia cerchiamo di fornire tutte le versione affinchè i lettori possano farsi un’idea più equilbrata possibile. 

La Lettera:
Don Peppino e il vescovo, dove sta la verità?


Quanto accorso a Induno Olona, dove misteriosamente l’ex parroco Peppino Forasacco

è sparito improvvisamente, ha lasciato l’unità pastorale e la popolazione sconcertata ed attonita.

Ad oltre tre mesi dall’evento nessuna spiegazione esaur iente è stata for nita dall’autorità

ecclesiastica. Le giustificazioni addotte dal vescovo locale S.E. Mons. L Stucchi, all’indomani della

sparizione del parroco, sono state inidonee e financo irrispettose dei fedeli (….).

Chi scrive, a nome di altre persone, ritiene che il Vescovo abbia il precipuo dovere di informare la

comunità pastorale seguendo le parole evangeliche “ la verità vi farà liberi”: orbene dica la verità,

che inutilmente cerca di velare e mistificare.

Soprattutto per la considerazione dovuta all’ex parroco che ha il sacrosanto diritto al rispetto, fino a

prova contraria, a fronte di sospetti e delle voci ricorrenti in paese (….)

 

Illegittimi e deprecabili sono gli infidi sospetti, i dubbi che una comunicazione realmente efficace

metterebbe finalmente a tacere. Ma tutto in questa vicenda è poco chiaro.

Queste le parole di Don Peppino nei giorni seguenti la “fuga” al giornalista di un quotidiano on line:

“E’ subentrata una forte stanchezza che richiede un periodo di riposo, in accordo con i miei

superiori appena ritroverò le forze tornerò.”

Perché dice che ritorna se pochi giorni dopo si dimette?

Non entro in merito alle “vox populi” ma chiedo che l’autorità ecclesiastica comunichi quanto di

sua competenza:

1) Don Peppino si è dimesso, come dichiarato, o è stato obbligato dalla stessa Chiesa a dimettersi?

2) Si è dimesso da Parroco ma non è stato reso noto se è ancora sacerdote. E’ operante come

presbitero o è stato “sospeso a divinis” da ogni incarico?

Capisce il Vescovo che le opzioni sopr a esposte sono diver se nella gravità e

nella consequenzialità ?

L’atteggiamento della Chiesa non può ne deve essere omertoso.

Ecco l’annuncio che il vescovo ha portato personalmente nella S. Messa vespertina di sabato 19

marzo 2011:

“Don Peppino sta vivendo un momento non facile della sua vita e del suo ministero ed

ha quindi bisogno di un tempo di riposo, riflessione, di preghiera, un tempo di cui non è possibile

stabilire in fretta ed a priori la durata.

Eccellenza Reverendissima, ma davvero Lei pensa che siamo tutti affetti da dabbenaggine?

Un parroco non si dimette solo per un momento difficile o di salute. La carica di Parroco è a norma

di diritto canonico e di alto valore anche per la società civile. Perché crede che i f edeli siano

persone sprovvedute e ignoranti? Perché l’autor ità ecclesiastica locale e diocesana impone pseudo

giustificazioni alle quali si “ deve” credere? Non è con questi atteggiamenti che la Chiesa ottiene

dignità e rispetto ma al contrario acredine, livore e disprezzo.

 



E il Cardinal Tettamanzi (….)

accetta le dimissioni del Parroco e non ritiene di informare la Comunità Pastorale?

E per ché accetta le dimissioni dell’ex parroco? Solo perché è depresso? Suvvia! O teme qualcosa

per la Chiesa? (….)

 

Dal Cardinale e da Lei in particolare Vescovo Stucchi, ci si auspicava una parola che ancora non è

giunta. Di scuse.

Scuse alla comunità di Induno per averla così vilipendiata e cosi provata dalle vostre scelte.

Avete generato sconforto, scandalo, costernazione.

Le ricordo che anche la scelta di trasferire pastori di grande valore come Don Giorgio e Don

Christian hanno generato forte disapprovazione nella comunità di S. Giovanni. (…..)

 

E’ deplorevole la prassi di certe gerarchie di celare i misfatti di certi preti così di poterli spostare in

altra parrocchia. A far di nuovo danni e financo sovente a compiere reati.

Qui prodest?

Non è questa la Chiesa che stimo. Non è questa la Chiesa che amo.

(….)

 
A Induno si attende ancora la verità.

A Induno si attende ancora il rispetto.

A Induno si attende ancora quella parola chiarificatrice che soprattutto il Vangelo obbliga a

enunciare.

Non è con il sottacere la verità che si glor ifica e migliora la Chiesa di Cr isto.

Santa Romana Ecclesia le attribuisce il titolo di Sua Eccellenza.

Ecco, eccelli nella dignità, nell’onore e nel rispetto, suo anzitutto, e della Chiesa che rappresenta.

Non confido in una Sua-Vostra risposta. Risponderete però alle vostre coscienze e a quel Cristo di

cui vi fate rappresentanti.

Ad maior a.

Prof . Dott. Alessandro Tamborini

(l’autore della lettera è Plenipotenziario diplomatico per il patrimonio storico artistico demo etno antropologico e Docente di scienze religiose, S. Teologia, Storia e simbolismo dell’arte antica e medievale)

 

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