Ricerca

» Invia una lettera

Pretendo la parità, anche di linguaggio

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

4 aprile 2011

Egr. direttore,
 
è stupefacente come ci sia gente che si offende quando si usa con loro lo stesso linguaggio spregiativo che usano con gli altri. Prendiamo il caso del prof Barone, che squalifica le idee altrui con aggettivi vari, ma quando si usano gli stessi con lui….. Dovrebbe rendersi conto che qui non è in cattedra armato di registro, qui le sue idee sono valide quanto quelle di chiunque altro, comprese le mie. Che gli piaccia o no.
 
Quanto al non discutere le sue tesi, il perché è chiarissimo: non ne condivido il presupposto, quindi non posso discuterle e devo limitarmi a definirle inesistenti ed al di fuori della mentalità europea, oltre che della mia.
 
Suppongo che quasi tutti siano convinti della necessità di rendere identificabile chiunque circoli nel nostro paese, visto che anche noi siamo tenuti a circolare con i documenti in tasca. Da qui è chiara la necessità dei CIE.
 
Quanto al permettere a chiunque di circolare liberamente ( un permesso di soggiorno “provvisorio” per tutti è equivalente ) sono contrario e non per ragioni teoriche, ma per evitare che ciò che si è verificato alla Casa dell’Accoglienza di Lampedusa o a Ventimiglia, si ripeta e diventi una consuetudine.
 
Ps:
 
La lettera in cui propongo di usare le navi come CIE, non come lager, è la 8.
Con i miei migliori saluti.
Alberto Gelosia

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.