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Prevenire i fantasmi? Meglio non crearli

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17 novembre 2008

Gent.mo Direttore,

la lettera di Daniela Restelli mi lascia perplessa e preoccupata. Il Presidente Napolitano ha appena detto ieri che è il momento di considerare gli immigrati una risorsa positiva e lei si ostina a parlare di invasione.
Dove sono gli invasori?
Vedo stranieri che spesso vengono a fare, per pochi soldi, lavori che noi non faremo mai, ma senza i quali molti settori della nostra economia sarebbero in seria difficoltà.
Certo le leggi consentono anche l’avvicinamento dei famigliari: preferiamo tornare all’epoca degli schiavi? La Storia mi insegna che c’è stata, anche, quasi 60 anni fa, la Dichiarazione dei Diritti universali.
Vorrei…
Vorrei capire di quale realtà locale sta parlando, realtà che “sta lentamente sfumando, insabbiata e sepolta dalle ondate migratorie, …”
La presenza di un numero maggiore di stranieri che in passato ha fatto finalmente riaffiorare la necessità di valori antichi della nostra cultura, il rispetto, la generosità, l’ospitalità, sepolti sotto le distorsioni consumistiche e capitalistiche degli ultimi decenni. Ciò che sta sfumando, almeno spero, sono le mistificazioni che vorrebbero attribuire agli stranieri il malessere che sta aumentando.
Ci sono anche stranieri che delinquono, ma non sono certo loro che hanno il potere in Italia e la maggior parte degli stranieri prende le distanze dai connazionali delinquenti, non sono certo loro che insabbiano e seppelliscono la nostra realtà locale.
Siamo sicuri di prendere anche noi le distanze dagli italiani che delinquono? Da quelli che evadono le tasse o assumono lavoratori in nero, per esempio.
Quanti stranieri siedono in Parlamento e promulgano leggi che impoveriscono seriamente il nostro welfare e la nostra scuola, per esempio?
Mi rammarica sentire che sono garantiti i fondi per le infrastrutture (tra le quali il ponte di Messina, di cui illustri esperti hanno dimostrato l’inutilità o quantomeno la non priorità) e dobbiamo, sì, dobbiamo tagliare i fondi per la scuola.
Le radici antiche della nostra cultura sono molto più vicine ad un nuovo umanesimo che ad una lotta che, per prevenire un fantomatico neorisorgimento, mistifica sulla presenza degli stranieri, facendoli divenire nuovi invasori e cavalcando la paura.
La Storia è maestra di vita anche per me, evidentemente mi ha insegnato diversamente, lascio ad altri chiedersi perchè abbiamo imparato in modo così diverso.
C’è ancora una speranza: il fatto che non si può smettere mai d’imparare, nè io, nè Daniela Restelli, pena l’inservibilità del nostro cervello.
Il mio vuole conoscere meglio l’altro, forse sempre per colpa dei geni di mio nonno e delle radici antiche della nostra cultura.

Lena Bandi

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