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Prima di pulire la città puliamo la coscienza

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20 ottobre 2007

Egregio direttore,
che ipocriti che siamo!
Ci rovina il paesaggio la nigeriana o la polacca costretta a mostrare le mutande e non ci fa nè caldo nè freddo che il nostro dentista non ci rilascia la ricevuta fiscale neanche a pregarlo.
Magari le usiamo le puttane, magari spendiamo capitali davanti al pc a vederne di tutti i colori, ma poi la vista di una ragazza sbattuta sulla strada, in tutti i sensi, ci disturba la vista, quando andiamo a fare la nostra passeggiatina domenicale con la famigliola.
Eccerto, ci danno fastidio i nostri vizi visti allo specchio; ci disturba il marocchino sporco che non ha un posto dove pisciare perchè di gabinetti pubblici non ce ne sono e la fa dietro l’angolo, ci disturba il malato di mente che ci urta per strada, ci infastidisce il povero cristo che ci lava il vetro per pochi centesimi.
Ci procurano disagio perfino i poveretti che chiedono l’elemosina fuori dalla chiesa dove, da bravi cristiani abbiamo ascoltato, e subito dimenticato, la parola di Cristo e forse ci avrebbe infastidito pure Cristo visto che girava lacero e poco presentabile.
Vorremmo linde e ordinate le nostre città, ma è la nostra coscienza ad avere bisogno di una ripulita.
Purtroppo non riuscirebbe neanche il detersivo che più bianco non si può a renderla meno sudicia.

Brusati Arianna

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