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“Prima i nostri”, in Svizzera molto rumore per nulla

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18 luglio 2017

Egregio direttore,
il consiglio federale svizzero ha dichiarato che, con l’obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC), quando la disoccupazione in una determinata professione supererà il 5%, ritiene di aver applicato il nuovo art.121a della costituzione, secondo la modificazione apportata dal popolo, con il referendum del 9/2/14, chiudendo così anche la vertenza con l’Unione Europea. È chiaro che, stando così le cose, le variazioni apportate alla costituzione ticinese, attraverso il referendum del 25/9/16 – la cosiddetta iniziativa “Prima i nostri” – non otterranno mai la “garanzia federale”, prevista dall’art.51, c.2 della costituzione svizzera e, quindi, non entreranno mai in vigore. Molto rumore per nulla.

Rimane aperta la piccola questione della chiusura notturna dei tre valichi ticinesi di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga, che nasce da una richiesta della consigliera nazionale della Lega dei Ticinesi Roberta Pantani Tettamanti (figlia di Rodolfo Pantani – morto nel 2011, già più volte membro del gran consiglio (“parlamento”)  ticinese  e del consiglio comunale di Chiasso, esponente della Lega dei Ticinesi, ma toscano di origine – e sorella di quel Ruggero Pantani, assunto dal comune di Chiasso, quando lei era  vicesindaco, e condannato, nel 2016,  per “ingiuria” (“diffamazione” per il codice penale italiano) nei confronti di alcuni membri del consiglio comunale). Del padre ricordo le “tirate” elevetico-patriottarde, esposte con inconfondibile accento toscano. La signora Pantani vanta, in compenso, una madre svizzerotedesca.

Quanto alla famosa sbarra che, dalle 23 alle 5 del giorno dopo, dovrebbe frenare l’entrata di malviventi in territorio elvetico, va rilevato che, fra l’altro, lascia uno spazio che permette il passaggio di pedoni e perfino di moto. E’ poi chiaro che gli eventuali malviventi non si preoccupano certo di passare proprio da lì. Anzi, si è verificato un caso contrario: per stare sempre a Chiasso, a Seseglio, i clienti svizzeri hanno aperto nuove falle nella storica “ramina” (che era stata creata dall’Italia, per combattere inutilmente il contrabbando) e vanno a mangiare alla Locanda degli Eventi di Ronago, suscitando le reazioni del titolare ticinese dell’osteria del Lüis, che parla di concorrenza sleale, così come riferisce “La provincia” di Como.

A questo proposito, che dirà il sagace segretario provinciale leghista, Matteo Bianchi? Esprimerà solidarietà al Sesegliese oppure si affiancherà ai concittadini lombardi di Ronago? Attendiamo l’ardua sentenza. Ed il Norman Gobbi (leghista, consigliere di stato, direttore del dipartimento delle istituzioni – una specie di ministro degli interni e della giustizia del Canton Ticino) e la Pantani, che faranno davanti all’apertura del valico abusivo?

AVV. MARIO SPERONI

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