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Prima il referendum​, poi la legge elettorale

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10 settembre 2011

Prossima Italia, movimento formato in buona parte da militanti del Partito Democratico che vogliono contribuire al rinnovamento della politica, ha deciso di sostenere il referendum per l’abrogazione della legge elettorale, il famoso porcellum che ha privato gli elettori italiani del diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.
Questo è l’obiettivo che ci siamo posti anche a Varese, organizzando alcuni tavoli per la raccolta delle firme a partire da sabato 10 settembre. Ed è un obiettivo che non si pone in contrasto con l’intento da parte del PD di far approvare una nuova legge elettorale, diversa anche dal cosiddetto mattarellum, la vecchia legge che tornerebbe in vigore per effetto di un esito positivo del referendum.
 
Non ci sono contrapposizioni tra le due iniziative: non c’è un "oppure", piuttosto ci sono un "prima" e un "dopo".
Prima, il prima possibile, occorre abolire una legge, quella scritta nel 2006 dal leghista Calderoli e da lui stesso definita una porcata, che ha sottratto agli elettori il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e lo ha consegnato nelle mani dei segretari dei partiti. E quindi per prima cosa è necessario restituire ai cittadini questo diritto: è da qui che bisogna partire con il cambiamento ed è per questo motivo che continuiamo anche a sostenere che il PD, in particolare con l’attuale legge, dovrebbe ricorrere alle primarie per scegliere i propri candidati, dando così ai propri elettori un segnale forte di partecipazione e condivisione.
Soltanto dopo il referendum, perché questo Parlamento non ha nessuna intenzione di farlo prima, sarà possibile discutere ed approvare una nuova legge elettorale. E siamo pronti a fornire il nostro contributo, dato che non siamo particolarmente affezionati neanche al mattarellum: solo la volontà estesa e palese degli elettori può costringere i politici a sciogliere il nodo della legge elettorale.
Nessuna contrapposizione quindi, ma anche nessun calcolo di convenienza sui presunti vantaggi che potrebbero derivare da una legge piuttosto che da un’altra: è un segnale di democrazia quello che si deve inviare agli elettori, forte e chiaro.
 
D’altra parte, se è vero che Bersani ha scelto di non schierare ufficialmente il PD a favore del referendum, è altrettanto vero che il partito sta fornendo aiuto e supporto ai tanti militanti che si sono attivati per raccogliere le firme. È così anche a Varese, e lo dimostra la posizione del segretario cittadino.
Non c’è quindi nessun freno da parte del Partito Democratico alla raccolta di firme per il referendum elettorale, anzi.
 
E allora preoccupiamoci di come raccogliere le 500.000 firme necessarie perché, malgrado la grande mobilitazione in corso, sono e rimangono un obiettivo difficile da raggiungere.
Noi saremo presenti con un nostro banchetto nelle seguenti date:
– sabato 10 e 17 settembre in Piazza Carducci dalle 15.30 alle 18.30
– domenica 18 settembre in Piazza Monte Grappa dalle 15.30 alle 18.30
È possibile firmare anche in Comune, dove è attivo uno sportello dell’Ufficio Anagrafe nei seguenti orari:
– dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 13.10
– il sabato dalle 8.15 alle 12.15
 
Natalino Bianchi - Prossima Fermata Varese

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