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Primarie, non c’è malafede

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10 ottobre 2007

E’ piuttosto evidente la malafede di alcuni nel descrivere le primarie del PD come qualcosa di truccato, di già predeterminato e così via.
Certo non tutto è perfetto, le procedure farraginose hanno favorito i candidati con alle spalle un’organizzazione (partiti, federazioni locali, correnti, ecc.) tant’è vero che , per esempio, Furio Colombo ha rinunciato, che Gavazzoli-Schettini non ha raggiunto il numero
sufficiente di liste locali ed è stato escluso, che Adinolfi e Gawronski non sono presenti in tutte le circoscrizioni.
Però anche a voler solo considerare i tre principali contendenti non si può certo dire che la competizione sia finta perché ci sarebbe già un vincitore designato.
E’ vero che Veltroni è largamente favorito, ma si deve ancora votare e i suoi avversari non sono propriamente dei signori nessuno.
Letta è sottosegretario alla presidenza del consiglio nonché ex ministro nei precedenti governi di centrosinistra. La Bindi è un ministro in carica.
Pertanto non mi sembra il caso di fare troppe ironie. Oltretutto è la prima esperienza del genere in Italia e in futuro si potrà fare meglio. Se poi confrontiamo quanto sta avvenendo nel PD con il tasso di democrazia interna a Lega e Forza Italia, dove possono discutere quanto vogliono ma alla fine intervengono Umberto e Silvio e capovolgono tranquillamente le decisioni prese …..
Cordiali saluti

Antonio Cremona

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