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Primarie, “The day after”

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15 ottobre 2007

Buongiorno,

ho appena finito di leggere la lettera di Andrea Ganugi e sento la necessità di esprimere la mia opinione. Perchè da un lato condivido lo scetticismo pre-elezione di Ganugi, quello che dice in relazione alle liste bloccate è stamaledettamente vero e sa poco di “democratico”. Dall’atra mi sento di rincarare la dose di speranza che anche Ganugi nutre, perché non si può fare altrimenti. In nome di 3.200.000 persone che sono andate ad esprimere il loro consenso e la loro libera scelta. Che ancora credono nella genuinità della politica. Non solo ci credono. LA VOGLIONO E LA PRETENDONO.

Ho partecipato alle primarie non solo come libera cittadina/elettore ma, contro ogni aspettativa, come candidata in una lista che presentava una età media anagrafica di 35 anni, 7 esponenti su 9 assolutamente “vergini” politicamente parlando, provenienti da contesti di vita differenti fra loro, ma tutti uniti dal disgusto nei confronti dello scenario politico attuale, anche accomunati dai dubbi e perplessità sulla ragion d’essere del partito democratico, e contemporaneamente decisi a fare qualcosa, qualunque cosa, anche buttarsi un po’ allo sbaraglio a queste primarie, perché convinti che cambiare non solo si può, ma SI DEVE.

In queste quasi 3 settimane di campagna elettorale ho visto cose belle e cose meno belle. Ho sentito grandi dichiarazioni di intenti e tanti buoni propositi. Ieri sera ho anche visto i nomi dei rappresentanti alla costituente lombarda per il mio collegio…

Il giorno dopo, devo dire che sono contenta di essermi esposta e mi auguro di avere ancora la possibilità di spendermi per costruire e sostenere il partito democratico. Ma sono altrettanto sicura di un’altra cosa. Che questa scommessa non la possiamo perdere. Che non possiamo reggere un fallimento. Che non possiamo sbagliare. Perché è vero che la partecipazione alle primarie è stata oceanica. Ma è altrettanto vero che ognuno di quelli che domenica ha deciso di trovare il tempo per andare a votare, non la regge un’altra illusione. E a quel punto la gente si allontanerà del tutto dalla politica, non andrà più a votare, lascerà che siano altri a decidere, perché tanto nulla sarà cambiato. Non possiamo rischiare questo. In bocca al lupo, dunque. E ricordate NOI VI GUARDIAMO.

Iolanda Eleonora Mascella

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