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Primarie, un voto adulto

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12 novembre 2012

Caro direttore,
la lettera del signor De Biase che dichiara il proprio endorsement per Renzi  rispecchia un approccio verso le primarie del centro sinistra presente in una parte, non larga, ma significativa, di quell’elettorato progressista che vede nel 2013 l’occasione concreta di vittoria sul centro destra e giudica la candidatura del sindaco di Firenze più competitiva delle altre.

Secondo di Biase quella sarebbe la sola proposta vincente, che purtroppo milioni di elettori delle primarie si accingono a buttare nel cestino ostinandosi a scegliere semplicemente un candidato “serio, bravo e onesto”, ma … perdente.

Un modo di scegliere che si fa guidare da una presunta capacità predittiva piuttosto che dall’analisi della proposta politica e della credibilità del candidato.

Un approccio legittimo, ma tutto da dimostrare.

Questo modo di ragionare mi ricorda un amico che, nella primavera del 2008, pur apprezzando di più le idee di Barak Obama,  confessavano di augurarsi la vittoria di Hillary Clinton alle primarie, la sola in grado, secondo lui, di vincere le ‘secondarie’, che ‘mai’ il troppo radicale Obama avrebbe vinto. “Mai”.

Non cito il vecchio James Bond, poiché sappiamo come andò nel novembre 2008, e pure in questo 2012.

Altre lettere (132 e 136) hanno ben argomentato sulla debolezza dell’argomento portato dal nostro lettore (“Bersani il voto cattolico non lo prende”), sia dal punto di vista di principio, sia considerando un confronto di merito tra i candidati.

Mi permetto di aggiungere due osservazioni, una generale e una riferita al PD, il partito di Bersani e di Renzi.

Da un lato  il fatto che, ormai da anni, tutte le indagini di opinione hanno dimostrato che il cosiddetto voto cattolico è assolutamente libero e molto ben distribuito tra i vari schieramenti, da destra a sinistra, senza trascurare neppure i seguaci dei riti celtici, che molti giudicherebbero quanto di più lontano dallo spirito cattolico e cristiano. Semmai è stato osservato un orientamento prevalente tra i cattolici praticanti (una minoranza, sia pure consistente), questo va in direzione del centro sinistra.

Dall’altro lato osservo che il PD  ha già dimostrato in questi anni, proprio sui temi più sensibili per il cosiddetto ‘voto cattolico’, sulle questioni dei diritti e sui temi etici, di saper discutere e trovare una proposta unitaria e impegnativa tutti.

Il che è anche un modo per dimostrare che questi problemi si affrontano con discussioni aperte e con decisioni vere e non con sotterfugi e calcoli opportunistici, in cerca di voti di convenienza. Insomma con una politica almeno degna di Cavour, 150 anni dopo la sua morte.

Romano Prodi ai tempi del referendum sulla legge 40, citando il Vaticano II, dichiarò semplicemente di essere un ‘cattolico adulto’ e di andare a votare in coscienza.

Ecco, gli elettori delle primarie, chiunque scelgano, mi piacerebbe che ragionassero tutti da cattolici e da cittadini adulti.

Saluti cordiali

Roberto Caielli

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