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Profughi

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21 aprile 2011

Egregio Direttore,
Avendo letto sia che Milano risponderà all’arrivo di profughi nordafricani mettendo a disposizione tre strutture tra cui la caserma “Mameli” (abbandonata nel settembre di due anni fa dal terzo reggimento Bersaglieri) e altri due immobili civili riconducibili alla Protezione Civile i piedi sono arrivati a Varese dei profughi africani, abbiamo scritto al sindaco e ad alcuni assessori del Comune di Varese per richieder loro di assumere iniziative aventi spettro extra nazionale.
Ci spieghiamo: abbiamo chiesto se sia loro intenzione compiere azioni in coordinamento con le città gemellate all’interno della comunità europea.
Questo lo scriviamo perché riteniamo che l’emergenza profughi sia un problema di tutti e che sia nostro compito quello di stabilire alleanze a livello europeo che possano aiutare se non a risolvere il problema almeno ad affrontarlo.
L’ipotesi di un ingresso Varese di immigrati in fuga provenienti dal nord Africa sarà una prova anche per la politica, soprattutto ora che ci si trova in campagna elettorale.
È certamente auspicabile che questo argomento, almeno nella prima fase, resti fuori dalla contesa.
Sarebbe allora opportuno che la politica che ora governa la città di Varese, assuma decisioni immediate che vadano ed evitare di rimanere spiazzati con profughi che vagano da un luogo all’altro della città facendo un nuovo ostello come quello di Via Maspero.
È questo che vorremmo che la politica voglia evitare.
I fatti del Nord Africa delle scorse settimane e che tutt’ora sono in corso, consigliano di andare oltre lo scontro, ormai ripetitivo, tra gli infastiditi e gli indulgenti a prescindere.
Suggeriscono di provare a guardare le cose con un atteggiamento non precostituito. A maggior ragione vista la vicinanza dei Paesi coinvolti e il fatto che una porzione di quei mondi vive in Lombardia e specificamente della nostra città è necessario assumere immediati provvedimenti.
Citiamo due grandi motti. Il primo è quello che risuona nella legislazione antico testamentaria spesso ritenuta allergica all’ universalismo e persino esclusivista “Vi sarà una sola legge per il nativo e per lo straniero residente in mezzo a voi … Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese non gli dovrete fare torto. Il forestiero dimorante tra voi lo tratterrete come uno che è nato tra voi. Tu l’amerai come te stesso. Perché è anche voi siete stranieri in Egitto” ( Esodo 12-49; Levitico 19- 33- 34).
L’altro motto è lapidario ed è il monito di Cristo ai suoi discepoli “Ero straniero e mi avete
accolto” (Matteo 25- 35).
Porgiamo i saluti più cordiali
Arturo Bortoluzzi - Il presidente di Amici della terra Varese

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