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Protestare contro se stessi

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4 settembre 2011

Egregio direttore,
 
a guardare le fotografie con i leghisti della sezione varesina che sorridono mentre si piegano, insieme con il sindaco, nello sforzo di trainare, come altrettanti ‘schiavi’, il Tir simboleggiante la cosiddetta ‘manovra’ governativa, che hanno portato nel centro della città, non si sa se ridere per lo stile pacchianamente goliardico della trovata o piangere per la motivazione politica in chiave protestataria che hanno addotto a sostegno di questa loro ‘performance’, prendendo in giro non solo noi cittadini
ma anche se stessi. E dico noi cittadini che, fino a prova contraria, siamo ancora in grado di distinguere fra chi è al governo e chi è all’opposizione, e loro stessi, dal momento che, se l’intento era quello di protestare contro i tagli ai Comuni imposti dalla maxi-stangata, sarebbe stato opportuno, come è stato giustamente osservato, che quella ‘performance’ venisse allestita a Gemonio o a Lozza, non a Varese.
 
Ma tant’è, il populismo leghista, che non conosce né i confini del buon gusto né la misura del buon senso, vorrebbe farci credere che il salame toglie la sete, ossia che la Lega Nord, la quale condivide in solido con Berlusconi la responsabilità delle decisioni del governo, contrasta queste stesse decisioni. Così, pur di intorbidare le acque e di nascondere la mano che ha tirato il sasso, vien comodo anche il bieco espediente della ‘conversione orizzontale’ di un conflitto verticale (quello tra Stato e Comuni), grazie alla quale si arriva a individuare la controparte di una legge finanziaria, che è semplicemente degna di un manicomio criminale, nella città di Trento, premiata dai trasferimenti dello Stato e contrapposta a Varese, ovviamente penalizzata… Dove, ancora una volta, si manifesta la tattica furbesca, ad un tempo corporativa e divisiva, di un localismo che, da un lato, fa il gioco del governo e
che dall’altro, pur di appoggiarlo indirettamente, non esita ad alimentare la logica devastante del ‘bellum omnium contra omnes’: logica, quest’ultima, perfettamente autolesionista, fondata com’è (non su posizioni chiare e princìpi sani ma) sul risentimento a livello individuale e sulla desolidarizzazione a livello nazionale.
Orbilius

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