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Provincia: apparenza e poco altro

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3 aprile 2007

Egregio direttore,

gli ottant’anni della Provincia sono stati festeggiati.
Sono terminati da qualche ora i cortei, i suoni delle bande e i cerimoniali di rito.
Io, da Consigliere Provinciale dei Verdi, seduta tra gli altri sul palco d’onore, ho vissuto questa esperienza con un senso di profondo disagio. Ancora una volta ho toccato con mano l’apparenza: involucro superbo e affascinante che racchiude il quasi niente.
Festeggiare un compleanno porta a ricordare le tappe più importanti di una vita, nello specifico di una storia. Porta a valorizzare il presente, come punto di arrivo dal passato e come partenza ai propositi migliori del futuro. I festeggiamenti di oggi, però, erano ben lontani da tutto questo. Il passato storico della Provincia di Varese si è sfiorato solo pronunciando alcuni nomi di personaggi, di opere pubbliche o di avvenimenti.
Nulla si è detto dell’autenticità di Varese, dell’unicità dei cittadini di questa nostra Provincia che, così è, solo grazie a loro. Grazie quindi al senso del dovere, del lavoro, dell’onestà, dell’intransigenza e della ricchezza d’animo dei Varesini.
Eppure quel senso del dovere, quel desiderio di fare, quella voglia di risparmiare, sempre, pregi dell’animo riservato e schivo dei Varesini DOC, esiste ancora oggi. C’è solo una differenza: ora la Provincia di Varese non offre più posti di lavoro alla laboriosità dei suoi abitanti. Molte aziende hanno chiuso o stanno chiudendo. E’ la realtà…
A quel senso forte del proprio pezzo di terra sudato, sentito come tale da ogni Varesino, si ha per contro una Provincia che svende grandi tesori, inventando il mercato del territorio e immaginando chissà quali introiti a tale baratto. Si costruiscono alberghi in fazzoletti di terra, si mercanteggia di tutto, anche il più piccolo spazio. Le abitazioni numerosissime, uguali nelle forme e nei giardini e rese appetibili per giochi di mercato, sono costruite senza alcun rispetto per l’ambiente e il territorio, ma ancora peggio, senza alcun rispetto per chi ci dovrà vivere. Si offrono spazi sempre più piccoli tali da renderci “persone in gabbia”. Però gli oneri di urbanizzazione sono un introito!
Non esistono più aree verdi, alla faccia dei comitati di Cittadini che fanno l’impossibile per salvare l’identità dei loro paesi.
I dati allarmanti sull’inquinamento atmosferico vengono, sistematicamente e “saggiamente” ignorati.
Non ci sono strade percorribili, se non in ore. Tuttavia numerosi e propagandistici sono i cartelloni di una pubblicità, pagata con i soldi dei cittadini, per dire che la Provincia ha attuato 31 rotonde, 5 viadotti, 4 ponti e 7 nuove strade. Non ci sono mezzi pubblici adeguati alle necessità. Non si possono usare le biciclette perché i lati delle strade non offrono spazio a questi mezzi, però si fanno “esose e complicate” piste ciclabili intorno al lago (Cazzago docet) o addirittura si spende l’impossibile per ospitare atleti Australiani o organizzare Mondiali di ciclismo… E il futuro della provincia di Varese? Verranno studiate strategie per evitare un consumo così scellerato del nostro territorio? Si eviteranno inquinamenti acustici, luminosi o smog? E quel che è peggio, cosa si farà per controllare i campi magnetici messi sulla testa di cittadini di Varese anche a loro insaputa?
La Provincia di Varese, oggi, è ben lontana dalla cara vecchia Provincia di una volta. Questo mutamento non è progresso! Eppure i Varesini, che ignorano, si lasciano manipolare le menti!
Si vendono per cultura teatrale farse dialettali di una mediocrità inaudita e si spende l’impossibile per un Premio che compera a soldoni la propria pubblicità anche oltre confine. Povera Varese…
L’unica consolazione della festa è stato il cerimoniale che ha affascinato l’animo e il cuore.
Ma NON UNA DONNA! Di tutte le persone che si sono avvicendate sul palco neppure una donna è stata presentata, neppure una delle uniche cinque donne presenti nel Consiglio Provinciale. Diciamolo allora: W la Provincia di Varese, quella Varese targata solo maschile. Ciò a dimostrare che alti livelli di reddito o di ricchezza economica o ambite cariche politiche nulla danno a chi non ha la sensibilità per gratificare il valore di ogni persona, per valorizzare le differenze di genere.
Allora come donna, come donna in politica dico, anzi scandisco a grandi lettere: W le donne – Le donne della provincia di Varese – che nel tempo, sole, riservate, timide, laboriose, hanno sempre condiviso le fatiche dei loro uomini. Ed è anche grazie a loro se Varese è una Provincia che si è fatta da sé.
Auguri alla Provincia di Varese. Meglio auguri a tutti i Varesini:.a tutte le donne con i loro uomini accanto.

Maria Dolores Sessa - Consigliere Provinciale dei Verdi

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