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Provincia: storia di un decino annunciato

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11 novembre 2012

Anno Domini 1927, Mussolini eleva Varese a capoluogo di Provincia, una decisione dettata da motivi prettamente politici, con una logica di rafforzamento sia della presenza dello Stato e delle sue Istituzioni nel territorio che di crescita identitaria con la Nazione.
Varese era, fino a quel momento,  considerata soprattutto dalla ricca  borghesia milanese  grazie al suo clima fresco dovuto alla sua posizione collinare, un luogo di vacanza estivo e di svago oltretutto raggiungibile in breve tempo dal capoluogo di regione in un epoca in cui il tempo misurava la distanza.
Il territorio, a quel tempo, subiva a Sud l’influenza industriale di Milano mentre a Nord gravitava economicamente più nell’orbita ingombrante del confinante Canton Ticino che del lontano capoluogo di Como.
Tuttavia quella decisione politica diede l’impulso sia prima della guerra ma soprattutto nel dopoguerra al suo sviluppo industriale e demografico grazie all’emergere  ed al contributo di una generazione di imprenditori e capitani di industria di indubbio valore, che diedero a questo territorio prosperità e risonanza nazionale.
I suoi distretti più famosi che andavano dal calzaturiero al meccanico, dal tessile al conciario, dall’aeronautica al settore cartario, erano i biglietti da visita di questo territorio che aveva saputo meritarsi in poco tempo il riconoscimento politico di Provincia.
Purtroppo questa grande capacità imprenditoriale non ha saputo o voluto, con le successive generazioni, fare il salto di qualità necessario ad affrontare le sfide di un mercato globalizzato esaurendo in un decennio la sua spinta propulsiva.
La generazione successiva che avrebbe dovuto dare questo respiro internazionale a queste industrie impegnandosi nella ricerca e lo sviluppo dei prodotti e del mercato, ha preferito capitalizzare ad uso personale i profitti creati dalla generazione precedente. abbandonando il territorio ad un declino inevitabile.
Ad una ad una le sue migliori industrie, fiore all’occhiello del territorio, aziende e marchi che hanno fatto la storia industriale della città e non solo – quali l’Ignis, il Calzaturificio di Varese, la Conciaria Cornelia, la Malerba, la Cagiva  etc… per citare i marchi più famosi – hanno in poco tempo chiuso i battenti, delocalizzato o ceduto a competitori internazionali scarsamente interessati al territorio, sostituiti sempre più da un terziario fatto di centri commerciali.
Paradossalmente l’epilogo  storico di questa Provincia è coinciso in una fase in cui questo territorio ha contribuito,  come non mai, alla vita politica del Paese con una folta partecipazione di uomini politici locali di primissimo piano; non per nulla a 85 anni dalla sua istituzione il “ de profundis” ed il relativo epitaffio funebre al capoluogo di Provincia l’ha dato un  Presidente del Consiglio di indubbia origine varesotta.

Aurelio Cangemi

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