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“Punti di svista e panoramiche”

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14 dicembre 2013

Caro direttore,

ultimamente i “quattro amici al bar” si ritrovano spesso per voler cambiare il mondo animati da nuove motivazioni, senza schemi precisi o programmi predeterminati finendo in testacoda perpetuati fra rompicapi alla ricerca di dialoghi reciproci “per capirci meglio”, nel bene e nel male, “in questo mondo di ladri ed eroi” dove minoranze vorrebbero, come avvoltoi, approfittare di una cittadinanza tendenzialmente confusa e spiazzata ad oltranza dalla prevalente tracotanza o arroganza di buona parte del potere politico, stampa, o annessi e connessi di quel mondo parallelo che stenta ad integrarsi per doli o colpe ma anche impossibilità oggettive di normative retroattive poco innovative.
In generale è quindi necessario tener presenti rinnovati entusiasmi all’insegna del Glocal, dicitura mai così appropriata, non da molto coniata, approdata nel lessico comune a indicare la sopravvenuta opportunità di “vivere a pieno” combattendo definitivamente in tempo reale con il tam tam digitale, non creando ulteriori conflitti contestuali andando oltre ostacoli simulati o virtuali..
“Certi problemi non sono un dramma perché e la vita che li programma” ed informati sicuramente si affronta ogni situazione, anche all’apparenza inarrivabile, con maggiore predisposizione addivenendo a qualche soddisfazione senza costernazione o disapprovazione per sprovvedute inammissibili sorprese incontrate già nel risolvibile, ritenuto improvvidamente incomprensibile secondo interpretazioni poco attendibili, o inconcepibili, intrinseche in capacità discutibili. Credo che almeno questo sia imprescindibile, o ineccepibile, perché allargando il campo d’azione lo spazio dell’ignoranza si restringe attorno alla concretezza, avvalendosi di dati utili e indispensabili per individuare “la vera realtà”, normalmente derivata dal più alto livello conoscitivo. Attraverso l’intreccio di semplici deduzioni logiche calcolabili si riducono i “punti di svista” ottimizzando le “panoramiche”, evitando di cadere quasi nel nulla per falsate tesi burocratiche parafrasate con filosofico linguaggio politichese, abilmente fuorviante, perdendo così le prerogative di spontaneità che distinguono, o caratterizzano, ragionamenti pertinenti degni di società civili in continua metamorfosi dove ancora vige un regime di Libertà solo grazie al confronto, leale, però sapendosi adattare prendendo atto dei cambiamenti; a partire in funzione dei meno abbienti, diversamente abili, anziani, ex lavoratori, o contribuenti, per non dire “ormai tutti quanti”. Chiudo qui per non causare eventuali travasi di bili, o colecistectomie; cordiali saluti.

Valter Abele Zaccuri

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