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Quale futuro per il nostro paese

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3 giugno 2011

Egr. Direttore,
sugli ultimi risultati elettorali desidero fare alcune considerazioni. Tutti dicono che ha vinto il centro-sinistra, ma forse sarebbe più corretto dire che il successo dei candidati del centro-sinistra è stato favorito dallo stesso Berlusconi che ha scelto di trasformare queste elezioni in un plebiscito sulla sua persona, trascinando nella sconfitta il suo stesso partito e il suo principale alleato. Non si spiegherebbe peraltro la sconfitta di tanti sindaci uscenti che di norma nelle elezioni partono sempre favoriti. Per fortuna è andata così, con un Presidente del Consiglio che ha superato qualsiasi limita alla decenza umana con decine e decine di scandali di ogni tipo e con una campagna elettorale portata avanti con insulti, scontri istituzionali, menzogne e volgarità da far pensare che lo stesso Berlusconi soffra di alcune devianze psicologiche oltre che da quelle senili.
La vittoria dei sindaci delle più importanti città (Torino, Bologna, Milano e Napoli) ha confermato un centro-sinistra che pur essendo diviso in tre diversi partiti ha agito, per fortuna, come un unico partito. Ora bisognerà vedere se nei prossimi due anni che ci separano dalle elezioni politiche nazionali, questo grande patrimonio edificato dagli elettori non venga demolito da qualche guastatore di turno. Una regola d’oro dovrebbe darsi il centro-sinistra: basta litigare sui personalismi, ma discutere sui problemi veri.
In queste elezioni il TERZO POLO, che è stato determinante nella sconfitta di Berlusconi, non è stato premiato, e sarebbe ingeneroso pensare di darlo perdente. Se, come alcuni auspicano nello stesso centro-destra, Berlusconi si faccia finalmente da parte e attraverso primarie vere si arrivi a scegliere un nuovo candidato premier del centro-destra aperto ai cosiddetti centristi, non so se a quel punto si possa parlare di un centro-sinistra candidato a vincere le prossime elezioni politiche.
Per questo cantare vittoria in questa situazione politica sociale di grave crisi, potrebbe risultare demagogico: Siamo impegnati in due guerre (Afghanistan e Libia) dagli esiti imprevedibili e che sta provocando esodi che qualcuno ha definito biblici, c’è una disoccupazione giovanile pazzesca, con troppi giovani senza lavoro e senza futuro (quale futuro può avere un Paese che non garantisce il futuro ai giovani) e poi c’è una crisi economica e finanziaria internazionale drammatica, che costringe un terzo delle famiglie a non arrivare alla fine del mese, un sistema economico che sfruttando la crisi spinge la stragrande maggioranza degli imprenditori, soprattutto nel settore edilizio ed immobiliare, ad usare metodi mafiosi nell’estorcere a tante piccole imprese di subappaltatori (ove è forte la presenza di lavoratori immigrati e quindi meno tutelati e con cantieri sempre meno sicuri – perché la sicurezza ha un costo) il dovuto con tanti lavoratori autonomi a rischio di chiusura. E non è un caso che una recente indagine della Diocesi di Milano ha confermato che in questa crisi, i ricchi sono diventati ancora più ricchi sfruttando la crisi, con imprenditori senza scrupoli, che ostentano sfrontatamente una ricchezza cambiando continuamente auto di lusso, lasciando ai subalterni solo le briciole per sopravvivere.
Quali sono allora le proposte che il centro-sinistra ha nei confronti di questi problemi reali che ha il nostro Paese ? Quali i programmi per combattere precariato e aumentare l’occupazione quando tutti sembrano votati a licenziare sempre i più deboli ? In questa campagna elettorale le risposte non sono emerse, ma abbiamo ascoltato solo buone proposte. Ma non bastano le buone intenzioni per dare una prospettiva a questo nostro Paese. Al centro-sinistra non sarà consentito di sopravvivere solo con gli slogam e con la demagogia del centro-destra. Il Berlusconismo si potrà definire esaurito solo quando si sarà capaci di dare risposte vere a questo Paese, risposte che oggi non ci sono, non solo in Italia.
Ps. Questa sera qui a Induno Olona c’è stata un bellissima conferenza per celebrare la festa della Repubblica con una lezione sull’art. 3 della nostra Costituzione tenuta dall’Avv. Riccardo Conte: ma quale diritto all’uguaglianza possiamo garantire alle centinaia di migliaia di disoccupati a confronto di chi ha redditi milionari ?

Emilio Vanoni

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