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23 aprile 2009

Seguo con particolare attenzione ( e costernazione) la polemica nata dalle dichiarazioni degli assessori Carioni e Colombo sui comitati di quartiere. Le espressioni usate nei confronti di questi istituti:" inutili, fasulli,da abolire" mi paiono gravi, insensate e frutto di una concezione della democrazia quantomeno singolare. Era nell’aria una volontà demolitrice di questi strumenti di partecipazione democratica, forse parziale, ma comunque previsti dallo Statuto comunale, e che l’attuale amministrazione ha fatto di tutto per devitalizzare e liquidare ( se n’è avuta conferma in sede di Commissione Partecipazione e in molte dichiarazioni estemporanee). La concezione di una "democrazia elettronica" contrapposta ad un coinvolgimento, o contatto diretto, è il frutto di una lettura riduttiva del rapporto democratico, e di una sopravvalutazione del mezzo informatico, visto come universale panacea.
Quanti cittadini possono disporre di un PC? Questa è una democrazia" ad excludendum", che seleziona, come nel caso della ricchezza, in base al reddito: chi ha il PC ha accesso alla democrazia, chi non ce l’ha, ne resta escluso. I sociologi della comunicazione definirono, a suo tempo, la TV come "mezzo freddo", data l’impossibilità di interagire con essa ( e se ne vedono i risultati!). Si pensa forse di rivitalizzare, con un" mezzo tiepido", una democrazia che ormai langue sotto i colpi di un "fascismo strisciante", " l’eterno fascismo italiano", come ebbe a definirlo Carlo Levi nel suo" Cristo si è fermato a Eboli"?
Come consigliere eletto nelle liste di Rifondazione Comunista tutto ciò che limita ed espropria i cittadini della partecipazione democratica non può che preoccuparmi e sarò, naturalmente, al fianco di chi vuole mantenere e potenziare questi strumenti di crescita e di discussione.
Da ultimo, rimarco lo strano concetto che ha un assessore alla Partecipazione della
"ragione sociale" stessa del suo assessorato( ma non me ne stupisco più di tanto, visto l’imprinting).
A Pasin, di cui conosco la competenza e la correttezza, provocatoriamente minacciato di denuncia, va tutta la mia solidarietà: non è con querele che si amplia il dibattito democratico. Semmai questo è un ulteriore segno di involuzione autoritaria: gli aspiranti ducetti abbondano!
E nemmeno il decidere tutto nelle "secrete stanze " del potere fa ben sperare.
 
 
 
                                                                   
 
                                                         
Mauro Picchetti - Cons. Comunale R.C.

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