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Quale “razza lombarda”, mica siamo mucche

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28 aprile 2007

Egregio Direttore,
non sono affatto d’accordo con Giuseppe Radice che vorrebbe sostenere l’esistenza di una “lingua lombarda”.
E’ una tesi avventurosa e smentita da ogni studioso serio della materia.
Sono pronto naturalmente a riconoscere le peculiarità di un dialetto come quello meneghino ma mi fermo di fronte all’evidente impossibilità di trovare un denominatore comune fra il milanese e altri dialetti della regione.
Basta comunque anche solo un po’ di buon senso per confutare la più debole delle affermazioni, secondo la quale le differenze fra i vari dialetti lombardi sarebbero solo “diversificazioni di inflessione” (e cioè un semplice cambiamento di tono).
Si prenda il “vocabolario” milanese, quello di Busto Arsizio e quello bergamasco e si vedrà come ci si trovi davanti a parole completamente diverse e con diversa e documentata provenienza storica ed etnica.
Altro che “diversificazioni di inflessione”!
Occorre, insomma, sempre sforzarsi di mettere un po’ di oggettività e di logica nelle affermazioni, altrimenti il tentativo di stravolgimento in appoggio alle fantasiose tesi dell’esiste di una “razza lombarda” (neanche fossimo mucche) porta solo a fare pubblicamente, come nell’occasione sopra citata, delle brutte figure.
Un cordiale saluto

Antonio Rubino, Gallarate

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