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Quando avremo una risposta da Gallarate sull’etilometro?

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17 ottobre 2007

Egregio Direttore,
da più di tre mesi un gruppo di cittadini gallaratesi del rione Cajello-Cascinetta di Gallarate ha indirizzato una richiesta al responsabile della vigilanza urbana di Gallarate, signor Carravati, per sapere quali siano le misure di repressione messe in atto contro i fracassoni e, soprattutto, nei confronti dei guidatori ubriachi.
Non abbiamo ricevuto nessuna risposta nè alla prima richiesta nè ai due successivi solleciti.
D’altra parte, essendo noi dei semplici cittadini e non avendo un partito di riferimento, non abbiamo altro modo per presentare le nostre domande: possiamo solo contare sulla gentile ospitalità del sito più letto in provincia, che sicuramente arriva ogni giorno anche sul computer dell’assessore.
Ma l’assessore non ha risposto e non risponde.
Ripresentiamo quindi per la quarta volta la nostra richiesta: sappiamo tutti come il panorama cittadino sia cambiato negli ultimi dieci anni, durante i quali la città delle 100 ciminiere è diventata la città dei 100 bar.
Le cronache nazionali e locali ci informano ogni giorno della pericolosità di questa situazione, e delle tragedie che avvengono a causa di guidatori ubriachi.
La vigilanza urbana gallaratese è estremamente solerte nel sanzionare i divieti di sosta (e fa bene) ma sembra inspiegabilmente sparire dalle strade delle ore serali e notturne, quando più ci sarebbe bisogno di una azione di prevenzione.
Sembra che tutto sia lasciato agli sporadici (e benedetti) controlli della polizia di Stato e dei Carabinieri.
Perchè il Comune di Gallarate che tanto spende in manifestazioni “effimere” (dagli spettacoli in piazza alla pista del ghiaccio in Broletto) non investe in prevenzione?
Perchè i vigili urbani di Gallarate non escono in pattuglia, la sera e la notte, con gli etilometri?
E, ancora, questi strumenti sono almeno in dotazione ai vigili urbani di Gallarate?
E se sì, quando e come vengono usati?
Sono risposte che, lo ripeto, aspettiamo da mesi e che non hanno mai avuto una educata risposta.
A questo punto, speriamo anche che le domande siano rilanciate da qualche consigliere comunale – di maggioranza o di opposizione non ci importa.
Una città a misura d’uomo non è solo vuota apparenza e “business”: è anche e soprattutto un luogo in si vive bene.
L’ambiente, il decoro urbano, la qualità dell’aria, il verde pubblico, la tranquillità e la sicurezza sono elementi indispensabili per una buona qualità della vita.
La città di Gallarate è purtroppo precipitata agli ultimi posti in questa graduatoria nazionale.
Alcuni danni ambientali e urbanistici sono ormai irreversibili ma per altri problemi c’è ancora modo per intervenire.
Partiamo almeno dalle cose più semplici: una seria prevenzione nei confronti di chi si mette in macchina ubriaco può salvare delle vite umane.
Basta, un questo caso, un etilometro e una pattuglia che lo faccia funzionare.
Mi sembra una necessità ben più urgente di tante inutili spese “di facciata”.

Antonio Rubino

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