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Quando cade la neve

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29 gennaio 2009

Egregio Direttore,
mi sono letto pazientemente tutte le lettere di lamentela riguardanti i problemi connessi alle recenti nevicate, alcune delle quali anche utili a segnalare situazioni migliorabili, però adesso, a bocce ferme e neve quasi sciolta, sento di esprimere la mia, molto modesta opinione. Istante zero, nevica. Un istante dopo, si lamenta chi si deve spostare in auto, le solite frasi: “…e non è possibile, e il comune non passa, e cosa fanno, e si sono mangiati i soldi, e io pago…”. Finalmente il comune passa con la pala, anche nelle viuzze più sperdute, non fosse altro che per non sentire lamentele. Istante due (cioè un minuto dopo la cala), si lamenta chi vaga in auto per le vie, ora pulite, ma non trova posteggio poichè la neve, dalla strada, è stata spinta sul lato destro, appunto dove sono i posteggi. Le frasi dei lagnanti sono le stesse di prima. Il comune ripassa con la cala dove può, e dove non è possibile risolve diversamente: alcuni comuni usano sbadilanti o volontari, e la neve viene ulteriormente spostata, dai posteggi ai marciapiedi. All’azione comunale si aggiunge il lavoro dei privati cittadini, i quali, per liberare il proprio accesso alla pubblica via, spostano la neve mezzo metro a lato (o la ributtano in mezzo alla strada), formando una lunga serie di montagnole, ciascuno alla destra ed alla sinistra del proprio passo carraio o pedonale, rigorosamente sul marciapiede. Istante tre, si lamentano i pedoni che vorrebbero percorrere i marciapiedi: “…e non è possibile, e il comune non passa, e cosa fanno, e si sono mangiati i soldi, e io pago…”. In ordine di tempo questa è la terza lamentela, che giunge o che viene percepita dopo le altre due, e cioè quando la neve si è già ghiacciata o si è compressa sotto il suo stesso peso, e di fatto i marciapiedi sono diventati un percorso ad ostacoli. A questo punto il comune, o chi per esso, potrebbe anche iniziare il lavoro di rimozione, un lavoro lungo ed oneroso, ma se sposta la neve ghiacciata dai marciapiedi, dove la butta? Di nuovo in strada? Di nuovo nei posteggi?
Oppure deve trattare migliaia di tonnellate di neve come “rifiuto speciale” da smaltire in “discarica”? Ovunque la si metta, la neve da fastidio, sembra sia una complicazione alla nostra vita. Ma non è per caso che siamo viziati?
La neve c’è sempre stata, è un normale fenomeno della natura, d’inverno succede. Pretendiamo di “educare” la neve a starsene al proprio posto, fuori dai piedi. Come al solito l’uomo non si adatta a convivere con la natura, ma fa di tutto per piegarla al proprio volere. Secondo me sbaglia l’uomo a non accettare la neve, non, la neve a cadere. Cordiali saluti.

Silvano Madasi

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