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Quando Franca Rame volle parlare con me

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30 maggio 2013

Il 19 agosto dell’anno scorso, in pieno “ terremoto sanitario “ ILVA , scrissi sul mio blog una “ LETTERA APERTA ALL’ON. LIVIA TURCO, A PROPOSITO DI FRANCA RAME E DALL’ILVA “ in cui rievocavo  l’attenzione  avuta già nel  2007  dall’allora parlamentare  Franca Rame  verso “ le gravi condizioni dei bambini del quartiere Tamburi di Taranto , bambini che ,come  denunciava il primario di ematologia prof. Patrizio Mazza , a 10 anni manifestavano già la “ sindrome da fumatore incallito “ per via dei fumi / polveri provenienti dall’ILVA . “
Questo interessamento si  concretizzò  anche attraverso una interrogazione parlamentare rivolta al ministro della sanità Livia Turco .
l’on del PD non rispose mai all’interrogazione né si occupò mai dei bambini di Taranto come pure  della salute di coloro che morivano a causa dell’inquinamento dell’ILVA .
Qualche mese dopo ,il 30 novembre ricevetti una mail in cui FRANCA RAME mi comunicava il suo cellulare personale , chiedendomi gentilmente di contattarla .
Leggendo la mail ,il primo commento fu “ che cosa ho combinato ancora ? “ non pensando minimamente a quanto scritto mesi prima .
Telefonai a Franca Rame , la quale mi disse che Dario Fo qualche sera prima aveva letto occasionalmente la mia “ lettera aperta “ ed avevano parlato di questo “ medico del lavoro “ che aveva preso pubblicamente tale posizione . Per farla breve Franca ringraziò, e mi parlò dei suoi acciacchi ( era a letto dolorante ) e della possibilità dell’eutanasia in Svizzera.
Mi parlò anche di altre cose, tra cui di un libro che stava scrivendo e che avrebbe dovuto contenere le sue riflessioni su fatti contemporanei e su momenti della sua vita . Anzi mi invitava a leggere tramite internet ciò che scriveva ed esprimere le mie valutazioni . Casa che non mi sono mai permesso di fare .
Le strappai la promessa di essere tra gli invitati alla presentazione ufficiale del libro .
Promessa che ahimè non ha potuto mantenere .
Ci siamo sentiti  un’altra volta telefonicamente ,ma la sua voce era stanca , affaticata .
Ogni volta che leggevo qualche suo scritto su IL FATTO QUOTIDIANO o sul suo blog , le inviavo un SMS cui Franca rispondeva puntualmente .
Ora non c’è più ed io mi chiedo cosa , in questo momento , possa fare onorarla .
Ritengo che un modo sia   quello di quello di far si che anche in Italia ci sia una giusta legge sul testamento biologico e sull’eutanasia …senza dover andare in Svizzera .
Franca ne sarebbe contenta .

Andrea Bagaglio

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