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Quando le critiche dal “generale” scendono al “particulare”

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27 novembre 2012

Egregio Direttore,
  è facile muovere critiche generiche al sistema, alla politica ed ai partiti, evidenziando  le storture, le grandi abbuffate e gli sperperi di pubblico denaro, meno facile il compito quando dal generale si “osa” scendere nel “particulare”, negli orticelli di questo o quel partito o di questo o quel politico o gruppo di potere, che operano giocando abilmente le carte al riparo da occhi indiscreti solitamente più a proprio vantaggio che per il bene della collettività (il tanto sbandierato “bene comune” col quale troppo spesso si sciacquano la bocca).  Per questo vediamo tante inchieste smorzate sul nascere, stoppate o comunque non andate a buon fine, perché la responsabilità individuale si stempera e si diluisce in quella collettiva e diventa non più rintracciabile, anche per la complicità, la paura o il silenzio omertoso di quanti direttamente o indirettamente ne sono coinvolti  e di alcuni organi d’informazione che,  per svariati – anche se  non sempre comprensibili – motivi,  si esimono dal dar risonanza a certi fatti e a certe piuttosto oscure vicende.   Questo è il dramma di un Paese che non riesce a redimersi, a reagire ai tanti imbrogli e ai tanti scandali perpetrati da una classe dirigente inetta  ai quali il popolo italiano si è ormai quasi assuefatto, sicché tutto va avanti (malamente) sempre come prima.   Non lamentiamoci quindi se la politica è scesa così in basso, se ha dovuto passare la mano al governo dei finanzieri (coi quali evidentemente c’è una sotterranea intesa) che ci stanno spennando, se le industrie buone chiudono o se ne vanno all’estero, se la disoccupazione aumenta, se le poche finanze pubbliche rimaste vengono spese per consulenze e opere pubbliche inutili ma costosissime per incrementare le finanze di pochi, se l’Istruzione, la Cultura e la Ricerca languono, se le Famiglie dei ceti medio-bassi soffrono, se i grandi capitali  fuggono all’estero nei paradisi fiscali, se i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Andiamo avanti così, qualche Santo ci proteggerà!

Giovanni Dotti

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