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Quando le galline impareranno a fare pipì…Lettera sulle donne

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25 ottobre 2007

Caro Direttore,

vorrei chiarirmi con Arianna quando scrive:
“Ho letto le affermazioni della signora Scanferla e mi soffermo sulla sua considerazione secondo cui se fare sesso a pagamento non è considerato degradante per un uomo, non deve esserlo neanche per una donna.”
Cara Arianna, lontanissima da me quest’idea!
Non sto qui a riportare interamente la mia Lettera al Direttore del 24 Ottobre, ma mi sembrava che l’ironia fosse evidente.
Chi mi conosce personalmente, e sa da quanti anni mi batto sia in politica che nelle associazioni perché venga riconosciuta pari dignità alle donne, non puo’ essere caduto/a nell’errore, ma poiché so per esperienza diretta che questa rubrica è seguitissima, non vorrei lasciare spazio ad equivoci sul mio pensiero.
Qui a Gallarate, assieme ad altre amiche, abbiamo anche organizzato una serata sul tema della prostituzione, ospite Adelina, che ha presentato il suo libro “LIBERA: dal racket della prostituzione”( Ed. Gianni Iuculano), assieme al giornalista Mauro Cento che ne ha curato la stesura.
Adelina è una giovane donna albanese che nel 1998 si è liberata e ha liberato un’altra decina di ragazze, denunciando i suoi aguzzini.
Le sue dichiarazioni permisero una brillante operazione della Questura di Varese che sfociò in trentasei arresti complessivi per induzione e sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e traffico di esseri umani.
Consiglio vivamente la lettura del suo libro a chi fosse interessato all’argomento.
Rileggendomi mi rendo conto che posso essere fraintesa quando scrivo: “E se la cosa non è degradante per i nostri massimi rappresentanti non si capisce perché dovrebbe esserlo per le donne che volontariamente praticano “la professione” per amore del lusso e del guadagno.”
Avrei dovuto scrivere “Se la cosa non viene PERCEPITA come degradante..”
Abbiamo lampanti esempi dalle nostre parti, di come “l’andare a prostitute”dei maschi , venga PERCEPITO , dalla nostra società nel suo complesso, come un peccato veniale, non in grado di alterare il prestigio delle persone e l’onorabilità della carica che rivestono.”
Molto diversamente va in America a quanto dicono.
Credo comunque di essermi riscattata dall’equivoco quando nella stessa mail aggiungo:”Personalmente ritengo che il comportamento di queste donne sia lesivo nei confronti delle altre che conducono una vita normale, le diminuisce, dal momento che nell’immaginario maschile fa passare l’idea disumanizzante, che pagando ci si possa trastullare con il corpo di altre persone.”
Il termine “disumanizzante” è forte lo ammetto, ma quale altro termine usare quando il corpo delle donne viene pubblicizzato e soppesato“a pezzi”?
Cara Arianna abbiamo voglia a correre ancora! Ma io, tu, le amiche Erica e Roberta, e tante tante altre che avranno il coraggio di parlare in pubblico o di scrivere, mettendoci il cognome e la faccia
ce la possiamo fare!
C’è un proverbio sudamericano che cita “Le donne potranno parlare quando le galline impareranno a pisciare”
E facciamole pisciare queste galline!!
Un caro saluto

Adriana Scanferla

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