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Quando lo sport fa crescere “sani”

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9 gennaio 2010

Nelle vacanze natalizie appena trascorse, i miei bambini, coi loro amichetti e compagni, si sono cimentati in belle esperienze sportive che hanno senza dubbio contribuito alla loro crescita.
Non si trattava solo di disputare i tornei di calcio o di minibasket in calendario durante queste giornate di vacanza, ma di dimostrare un vero spirito di squadra e la capacità di far fronte, magari per la prima volta, a situazioni impreviste e a nuove relazioni con altri sportivi.
E’ stato un momento di crescita, riconosciuto da noi genitori, dalle società sportive che operano nella direzione di un impegno educativo, sottoscritto e suggellato da varie autorità del mondo civile e sportivo.
 
A Casorate Sempione, dove io abito e dove i miei due figli praticano i loro sport preferiti, il Basket Sempione ha dato vita ad una specie di gemellaggio con una squadra di pari età proveniente da Roseto degli Abruzzi. Ogni bambino di Casorate ne ha ospitato un altro abruzzese e tutti insieme hanno partecipato ad un torneo di minibasket a Varese, con altre otto squadre.
Alla partenza del pullman che accompagnava a casa i giocatori abruzzesi, la mattina dell’Epifania, erano in molti a piangere per la commozione del distacco e per il dispiacere di interrompere la convivenza cominciata qualche giorno prima. Noi genitori, che abbiamo affrontato l’esperienza con le mille cautele tipiche degli adulti, abbiamo dovuto riconoscere che essa è stata del tutto positiva, anche se impegnativa e faticosa. Vedere nascere nuove amicizie, promettere di tenersi in contatto anche in futuro, osservare i diversi approcci con la stessa disciplina sportiva, a seconda della tradizione e delle aspettative che vi ruotano intorno, è stato stimolante.
 
Qualcuno dice che il calcio è uno sport più violento e meno educativo di altri. Io che ho un figlio calciatore, oltre a quello che gioca a basket, devo invece smentire queste affermazioni. La società sportiva Saette di Casorate Sempione ha disputato diversi tornei coi suoi piccoli atleti degli anni 2001, 2000, 1999 e anche coi piccolissimi della scuola calcio. Oltre alle vittorie che hanno riportato un po’ dappertutto, le Saettine hanno dimostrato grande spirito di gruppo, capacità di sacrificio e di concentrazione, cose non facili quando la tensione sale alle finali di un torneo.
 
Insomma, viva lo sport, mi verrebbe da dire. E viva chi ne sa riconoscere il valore e l’importanza. Viva lo sport che è coraggio, sacrificio, tenacia, aggregazione, socializzazione e superamento dei limiti e delle chiusure.
 
Propongo di designare Assessori allo Sport dei Comuni come il mio o della Provincia tutti quelli che per lo sport si spendono, lo sostengono, partecipano, presenziano alle fasi salienti, alle premiazioni, gli infaticabili, gli appassionati, gli apolitici e gli apartitici che promuovono l’educazione fisica nella sua nobile sostanza e non quelli che occupano poltrone e incarichi senza neanche sapere che cosa voglia dire dare un calcio ad un pallone, fare un canestro, o quanto sacrificio c’è dietro unavittoria.
 
 
Rita Gaviraghi

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