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Quanta acqua si perde?

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27 aprile 2007

Egregio Direttore,
vorrei chiederLe con questa lettera di farsi interprete di una esigenza che mi sembra reale.
Da più parti arrivano allarmate voci, che mi sembrano pienamente giustificate, in merito ai prevedibili problemi di approvvigionamento idrico nel corso dei prossimi mesi.
Non piove e non è certo colpa dei nostri amministratori locali.
Dovremmo però anche riflettere sui diversi atteggiamenti dei governi mondiali di fronte al “Protocolo di Kyoto” e ricordarcene e chiedere conto anche ai nostri governi (l’attuale e il precedente) per verificare se e cosa sia stato fatto effettivamente, soprattutto rapportandolo alle iniziative delle altre nazioni.
Così come dovremmo ripensare ai comportamenti concreti e quotidiani di ciascuno di noi in materia di contenimento dei consumi d’acqua e, più in generale del risparmio energetico.
Mi sembra intelligente e di facilissima applicazione, a questo proposito, l’idea del lettore che propone sgravi e facilitazioni per gli utenti che dimostrino oggi, bolletta alla mano, di risparmiare acqua rispetto all’anno precedente.
E’ una iniziativa che potrebbe essere adottata dalle stesse aziende locali di distribuzione (generalmente ex municipalizzate) che potrebbero così anche giustificare il loro ruolo di aziende pubbliche e con responsabilità sociali.
Proprio a questo proposito, però, sarebbe estremamente interessante per tutti i cittadini (mentre infuria, tra l’altro, la “guerra dell’acqua” fra il sud e il nord della provincia) conoscere il reale stato del servizio, almeno rispetto ad un paio di elementi: qual è innazitutto la quantità di acqua erogata pro-capite in cascun comune e, in secondo luogo, qual è la percentuale che effettivamente arriva nelle case e non si disperde per difetti al sistema di distribuzione (si parla del 40% circa dalle nostre parti).
Sono dati già in possesso di ogni azienda di distribuzione e che possono essere quindi raccolti agevolmente.
Ma sono dati indubbiamente significativi, molto più utili di tante sterili diatribe fra i “boss” politici locali che controllano il settore.
E sarebbe l’occasione per fare un “giornalismo di servizio” con beneficio di tutti.
Resto in fiduciosa attesa e Le porgo, gentile direttore, un cordiale saluto.

Antonio Rubino, Gallarate

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