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Quattro ore per andare al lavoro, la protesta è da ripensare

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13 dicembre 2013

Mi chiamo Marco e tutti i giorni percorro la tratta Ispra – Como e viceversa, per recarmi al lavoro, passando dal Ponte di Vedano.

Lunedì ho impiegato 4 ore per andare al lavoro, martedì 3. Solitamente il tempo medio di percorrenza è di circa 1 ora e mezza, 2 ore (per tratta).

Certamente sono totalmente d’accordo sulle motivazioni che ispirano la manifestazione ma la Via Crucis che sto facendo in questi giorni mi porta a sentirmi ostaggio di quelle idee che pur mi trovano solidale nella loro essenza.

Mi domando se è corretta fino in fondo, questa geuerra tra poveri. Chiedo questo, alle signore ed ai signori manifestanti. Chiedo anche di riflettere sul metodo, poichè sino a quando a scannarsi tra di loro sono le classi più deboli, l’establishment si rafforza perchè pensa di raccogliere nelle proprie file di elettori, anche quei lavoratori esasperati per le ore passate in colonna.

La vera rivoluzione è quella intellettuale ed il modo per esprimere il vero dissenso è quello di ricordarsi nelle urne, al momento di tracciare un segno sul simbolo preferito.

In questo disastro tutti sono conniventi e responsabili, eppure la maggioranza degli  elettori seguita a votare gli stessi, le stesse idee, gli stessi ladri ed incapaci.

Se non ci si rende conto che la cultura rende piena consapevolezza del mondo (e ci aiuta a fare le scelte corrette), andremo avanti a fare manifestazioni inutili ed umilianti (perchè mettono

le persone contro).

Oggi si prendono in ostaggio i disgraziati automobilisti, domani magari sarà il turno di qualche altra categoria.

Ed veri colpevoli continueranno a rubare ed a impoverirci.

Un abbraccio fraterno.

Lettera firmata

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