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Quegli arditi riferimenti alla XMas

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26 dicembre 2009

Quando ero un militare di carriera e un paracadutista mi divertivo a giocare al fascista insieme ai colleghi, a quel tempo era vietatissimo inneggiare ai canti fascisti, portare il pugnale alla caviglia e marciare col passo dell’oca, ma noi trasgredivamo per sentirici ancora più compatti e fedeli agli ideali che ci accomunavano
 
poi crescendo ho posto in discussione alcuni concetti ed ho trovato un equilibrio più democratico e meno condizionato dall’ambiente nel quale sono sostanzialmente cresciuto
 
ascoltare oggi il Ministro della Difesa riferirsi alla XMas mentre porgeva gli auguri ai reparti della Folgore ed in particolare agli eredi della flottiglia di arditi, il Comsubin della Marina ed in parte il Col Moschin della Folgore, mi ha scosso memorie antiche e quasi quasi stavo anche io per rindossare il mio vecchio camillus alla caviglia e marciare col passo dell’oca, tanto era coinvolgente l’atmosfera
 
i reparti speciali sono uno strumento importante per ogni esercito moderno, polivalenti in ogni ambiente e settore operativo, soprattutto sono degli ottimi info-operatori d’intelligence ad ogni livello; come in molti altri eserciti la polarizzazione politica è destrorsa ma nel nostro c’è un particolare che fa la differenza, perchè abbiamo una storia fascista e nazi-fascista importante che non abbiamo abbandonato in nessun ambito della amministrazioni statali dopo la caduta del regime, anzi dopo una breve epurazione "chi era chi" è tornato ed essere "chi" cambiando pelle ma con lo stesso ideale fascistoide che ha coltivato nelle nuove generazioni al quale queste si ispiravano e tuttora si ispirano
 
pur comprendendo tutte le esigenze anticomuniste e di guerra fredda di allora comprendo meno l’odierno nostalgico rinvio di La Russa alle gesta degli arditi della Xmas, assolutamente da elogiare sul piano prettamente militare ma senza dimenticare cosa "quelli della Decima" hanno fatto durante la loro permanenza nella Repubblica di Salò
 
come ex giovane militare di carriera al quale 25 anni fa bastava un colonnello dei parà per mandarlo in estasi che fascisteggiava con noi di nascosto quasi in modo folcloristico, ritengo molto pericoloso oggi indurre il pensiero nelle giovani generazioni di militari che il fascismo possa essere apertamente manifesto non più solo coi canti i fregi e gli emblemi ma anche con chiare espressioni politiche, le quali avranno come riferimento proprio la Decima Mas e gi arditi di quel periodo; periodo nazi-fascista non dimentichiamolo mai
 
per fare questo tipo di lavoro ad elevato rischio è indispensabile il senso di ardimento e di azione, tipico dei reparti speciali di ogni paese ma è importante nel nostro paese misurarne le escursioni politiche al fine di prevenire quelle derive fasciste già viste in anni bui, da Ordine Nuovo in poi, specialmente se prospettiamo che fra qualche anno la guida del paese possa tornare più al centro dobbiamo valutare i rischi di un manipolo di iperfanatizzati ragazzi d’azione, fra i quali dei veterani, a disposizione di associazioni combattentistiche o di strutture di sicurezza private ma vincolate ad ambienti politici destrorsi
 
parlo con cognizione di causa, perchè conosco il vincolo che ho ancora con la "Folgore" per quanto i rapporti sono pari a zero e non più sereni ma rimane in me quel senso di ardimento che oggi compenso con sport d’azione e coi miei 42 anni
 
dovremmo spiegare bene alle giovani generazioni di soldati che le gesta militari degli arditi erano cosa ben diversa dalle ragioni politiche per le quali le hanno poste in essere durante il ventennio fascista, dovremmo scindere le gesta degli arditi incursori della XMas di Junio Valerio Borghese da quella dei "Mariassalto" di Ernesto Forza, entrambi provenienti dalla mitica Decima, mentre i primi hanno sterminato italiani al fianco dei nazisti i secondi hanno contribuito a liberare l’Italia con gli alleati, magari solo per una mera dislocazione fra nord e sud o forse per una diversa coscienza morale
 
infine non dimentichiamo che Borghese ce lo siamo ritrovato l’8 dicembre del 70 a tentare quel golpe all’amatriciana che hanno fatto, che se ripetuto oggi troverebbe meno cani sciolti bensì dei mastini della guerra addestratissimi e assolutamente fedeli
 
concludo dicendo che quando si gioca col fuoco occorre equilibrio, specialmente nei reparti nei quali le generazioni cambiano ma le tradizioni fascistoidi restano e si rinnovano con le nuove generazioni di arditi…
Fabio Piselli

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