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“Quella montagna è anche mia, e la croce non la voglio”

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21 settembre 2011

croce fotoEgregio Direttore,
Mi è giunta notizia che l’Associazione Nazionale Alpini della sezione di Luino, si è fatta promotrice di un’iniziativa, a mio modo di vedere discutibile: la posa dell’ennesima croce sulla vetta di un monte (nella foto). Se ne sentiva davvero il bisogno, come se non ce ne fossero a sufficienza! Caro Direttore, non un monte qualsiasi, bensì il monte Cadrigna, cioè quello stupendo panettone nei pressi della Forcora, dal quale si gode un bellissimo panorama a 360 gradi sulle vallate del luinese e sul lago Maggiore. Se guardo dalla finestra di casa mia lo vedo, da sempre lo vedo, mi è familiare come la punta del mio naso. Quello è anche il mio monte! Gli amici alpini poseranno la croce domenica 25 settembre, una croce larga due metri e mezzo ed alta quattro metri, rivolta verso casa mia e, se ho ben capito, sarà luminosa, così che si veda anche di notte.
Mi sorge un dubbio: ce l’hanno con me?

In un certo senso, indirettamente, sì. Infatti spulciando il giornaletto in formato elettronico
degli alpini di Luino,
ho letto un articolo nel quale l’autore dichiarava esplicitamente l’intenzione di posare la croce per riaffermare il collegamento fra il simbolo cristiano ed il territorio nazionale e locale, dopo che la signora Lautsi ne aveva posto una questione di laicità (Ricorso alla C.E.D.U). Nel numero di marzo 2009 (pagina 3 del pdf, titolo dell’articolo "La cros" ndr) del loro giornale si legge:
"Un paio d’anni fa’ Piazza d’Armi, alias il Consigliere sezionale Gianmario Piazza, chiese la
parola in Consiglio e disse, pressappoco, così: "Sul Cadrigna … C’è una specie di basamento
ma non c’è la Croce. Perché noi alpini non la mettiamo?" Breve discussione e l’approvazione ad
ampia maggioranza. Poi… l’idea rimase tale. Un bel giorno, si fa per dire, l’Europa, che ha
rifiutato le sue radici cristiane nella costituzione, se ne uscì con una sentenza: "Dalle aule
scolastiche italiane deve essere tolto il Crocefisso!"
. Ciò su istanza di un’immigrata finlandese la quale, immemore che nella bandiera della sua Patria c’è la Croce e che l’ampia maggioranza del popolo italiano è cristiana, non vorrebbe che suo figlio veda quel Simbolo…Questa sentenza ha toccato i sentimenti della stragrande maggioranza degli italiani, persino degli abituali agnostici. E ha riportato gli alpini del luinese all’idea del Piazza d’Armi. Ora si tratta di procedere … E
non abbiate paura poi, alpini, nell’affrontare le obiezioni del "politicamente corretto", cioè
di quella minoranza d’italiani che temono d’infrangere i diritti di altre minoranze, in particolare di gente venuta da fuori, dimenticando che gli ospiti devono adeguarsi a leggi, usi, costumi e volontà del Paese che li ospita…Fra noi ci sono atei e non cristiani. Ma sono persone oneste, corrette e libere al punto di non ostacolare la volontà della maggioranza…
Vediamo di rimettere quella Cros E che sia grande … che almeno la si scorga bene da Luino. La si veda di notte brillare tra le stelle…".

Maggioranza e minoranza, Paese che li ospita e gente immigrata venuta da fuori, atei onesti (che stanno zitti) e atei rompiscatole: i soliti discorsi triti e ritriti. Al di là delleargomentazioni (che non condivido per niente) appare evidente un dato: sembra proprio una sorta di "ripicca".
Cordiali saluti
Silvano Madasi, ateo rompiscatole.

Silvano Madasi

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