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“Quelle scelte politiche che dimenticano il valore dello sport”

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16 settembre 2011

Pubblichiamo la lettera aperta al sindaco di Taino sulla vicenda del campo di calcio, scritta da Franco Zanellati della Uisp (Unione italiana sport per tutti) di Varese.

Egregio sig Sindaco,

capiamo le gravi difficoltà economiche in cui si trovano i comuni d’Italia, NON capiamo però alcune scelte politiche che danneggiano lo sport amatoriale, in particolare quello sport dove i protagonisti sono persone che pur di praticare attività fisica si autotassano per sostenerne i costi.
Le difficoltà di bilancio ci sono e nessuno ne dubita, però Lei sig. Sindaco sa benissimo che nei bilanci comunali si compiono anche scelte politiche ben precise, ad esempio scaricare tutti i costi degli impianti sportivi, comprese le palestre, su chi svolge le attività amatoriali, mentre sappiamo tutti che in molti casi vengono concesse a titolo quasi gratuito a chi svolge sport professionistico, non è probabilmente il caso di Taino.
Scelte quindi, che non tengono in nessuna considerazione il meritorio lavoro, in genere sempre di puro volontariato, svolto da chi organizza lo sport amatoriale, essi "promuovono salute e benessere fisico dei cittadini".
Lei ci insegna che un cittadino che si mantiene in salute "NON pesa" sulla sanità pubblica e quindi sulla collettività, non Le sembra che di riflesso chi , come Lei, amministra la cosa pubblica abbia il preciso dovere di tutelare e favorire in special modo quel mondo sportivo amatoriale ? , un mondo che non produce prodotti vendibili, ma produce un bene universale "la salute e il benessere fisico".
Se non erro il campo di calcio del suo comune è una struttura pubblica, è ormai diventata un bruttissima consuetudine quella di concedere , attraverso bandi a titolo oneroso, le strutture pubbliche a società private, società NON certo senza fine di lucro.
Nel passato in particolar modo i campi di calcio venivano gestiti dalle società sportive del luogo con un gruppo di volontari e con la copertura di una parte dei costi da parte dell’amministrazione comunale, queste pratiche avevano e hanno una enorme valenza sociale poichè si instauravano rapporti di grande valore sociale sia tra i volontari che tra gli appassionati e i fruitori dell’impianto.
È oggettivamente un peccato che oggi "pur di far quadrare i conti" si smantelli questa forma di volontariato, e ancora peggio , si mette in condizione un gruppo di suoi cittadini appassionati di calcio a smettere o emigrare .
Infine, Lei dice di non sapere degli accordi tra le vecchie società calcistiche del suo paese, non Le sembra però che prima di effettuare un bando a titolo oneroso era suo dovere discuterne anche con chi da tantissimi anni utilizzava quella struttura ? o forse sig Sindaco non conosce i suoi concittadini e come Lei il suo assessore allo sport? non Le sembrava doveroso inserire almeno una clausola di salvaguardia nei confronti di chi da oltre vent’anni "gioca" nei campi del suo piccolo comune?
ci ripensi sig. Sindaco, non si trinceri dietro al "nessuno ci ha chiesto di mediare" era suo preciso dovere " civico" prima di assegnare a terzi il campo sportivo DI VERIFICARE con i soggetti interessati se vi erano altre possibilità, compresa una eventuale gestione transitoria prima di darlo in mano ai privati… si ricordi è una struttura pubblica costruita con i soldi dei cittadini e NON di aziende private.
cordiali saluti

Franco Zanellati, UISP Varese (unione italiana sportpertutti)

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