Ricerca

» Invia una lettera

“Questa politica urlata non mi appartiene”

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

26 settembre 2011

 Che tristezza assistere in questi giorni al fatto che anche nei nostri piccoli  comuni si inizi ad aprire siparietti da cabaret dove si inscena l’esibizionismo della politica o , per dirla meglio, di coloro che sono chiamati a fare politica.

 

Ho sempre creduto che l’impegno dell’amministrare la cosa pubblica dovesse essere spinto da un sincero spirito di servizio alla comunità e che ciò  comportasse inevitabilmente uno stile riservato e discreto, un fare non urlato e sbandierato ma efficacemente   e seriamente pre-occupato ad ottenere il bene comune. Ho sempre fermamente creduto in una eleganza della politica.

 

Che tristezza vedere tanti sconfortanti e persino incivili show di personaggi politici che siedono più volentieri su poltrone televisive anche locali che sugli scranni delle aule del parlamento o dei consigli comunali.

 

Ho sempre stimato come dato positivo il numero limitato di abitanti di tanti comuni italiani, poichè proprio questa esiguità ( come accade per la piccola e media impresa) garantiva il rimanere immuni dalle dinamiche stritolanti e impersonali delle grandi città consentendo invece una gestione oculata e bilanciata del proprio territorio, onesta e lontana dai riflettori e dagli amplificatori che sovente distorcono e impediscono ad amministratori onesti e cittadini attenti di capire e di muoversi bene.

 

Ma la discrezione sembra non appartenere più ai nostri tempi. Per cinque anni ho fatto nel modo migliore che potevo l’assessore alla cultura nel mio comune e come uomo interessato alla cultura ho sempre subìto il fascino dello spettacolo. Ma il teatro l’ho sempre amato a teatro.

 

Ora invece mi trovo ad operare in un mondo nel quale conta solo l’apparire e il protagonismo e la sostanza delle cose viene còlta con sempre maggiore difficoltà dalla gente che sembra apprezzare solamente chi fa più carnevale, più rumore… e questo stile non mi appartiene, non lo sento mio e mi tenta ad abbandonare ogni impegno sociale.

 

In altre parole – per dirla con formule attualissime – siamo in tempi in cui  “chi vusa pusèe la vaca l’è sua”….

Angelo Maineri, consigliere di Minoranza del Comune di Comerio

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.