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Recuperare la storia e la memoria

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13 ottobre 2007

Caro Direttore,
ma cosa sta succedendo ultimamente nella nostra provincia?

Prima l’inchiesta della Procura della Repubblica di Varese che ha rivelato l’esistenza di un ricostituito partito nazifascista (sempre che nessuno se ne fosse accorto prima, con le tifoserie da stadio, le manifestazioni violente di due annetti fa per i fatti di Besano e più tardi, con la presentazione di liste di stampo neofascista alle elezioni amministrative in alcuni paesi della provincia), poi con l’attacco sconsiderato, per strada, a Angioletto Castiglioni e ancora alle minacce di morte a quei PM di Varese che indagano sui fatti di Duno ed Inarzo.

E mettiamoci pure le scritte che di tanto in tanto compaiono sui muri della nostra città.
Da ultimo la manifestazioni di ieri mattina, che doveva essere contro la reintroduzione degli esami di riparazione e si è trasformata invece in una manifestazione per lo più di orgoglio fascista, con tanto di urla d’odio e braccia alzate a fare il saluto romano.
Ma quei ragazzi che hanno talmente tanto cara la scuola da scendere in piazza e manifestare, quei ragazzi, dico, hanno studiato la storia? (Perché credo che sia ancora materia di studio il nostro novecento, no?)
Come fanno, se hanno studiato la storia non solo del nostro paese, a riconoscersi e richiamare un’ideologia che ha portato solo distruzione, odio e sangue. Tanto sangue. E come mai gli altri non li isolano?
E cosa ci faceva Clerici, consigliere comunale di un partito che si dice aver superato il proprio passato con l’autocritica, tra loro? Perché non si è dissociato, perché non ha condannato quegli slogan e quei saluti?
E le famiglie? Cosa dicono e cosa fanno le famiglie, nel vedere i propri ragazzi rapportarsi ad una ideologia che non ha neppure più esempi nel modo occidentale, perché sconfitta dalla sua stessa mostruosità?

Vede, caro Direttore, domenica scorsa ero alla commemorazione dell’Ottobre di Sangue varesino e ho provato amarezza nel vedere che con i miei quasi quarant’anni ero una delle poche ad abbassare la media d’età dei partecipanti. E ho provato ancor più amarezza quando ho sentito chiedere ad una persona vicino a me, da due ragazzi attirati dalla banda e dagli stendardi, che cosa stava succedendo.

Non è forse bene che le forze politiche e la città tutta, visti i fatti recenti, si interroghino non solo sulla sicurezza intesa come immigrati devianti, ma anche sulla memoria dimenticata?
Anche questi rigurgiti nazifascisti fanno paura. Perché credo che la riesumazione di un passato su cui il giudizio negativo dovrebbe essere concorde, indichi di fatto un vuoto ideologico e di valori. Questi rigurgiti, forse, sono anche indice del malessere dei militanti della Lega nella nostra provincia: rivendicare l’orgoglio per l’appartenenza al territorio non fa più da collante, quando poi la dirigenza diventa anch’essa una “casta”. E allora si va a cercare altrove il senso d’appartenenza. Ed è più facile cercare nel passato che inventare qualcosa di nuovo.

Mi pare quindi importantissimo recuperare la storia e la memoria, per contribuire ad arginare questi fenomeni.
Grazie per lo spazio e per le risposte che vorrà eventualmente darmi.

Elisabetta Cacioppo

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