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Referendum all’italiana

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12 giugno 2011

Egr. direttore,


qualche giorno fa il sig. Bernasconi ( 117 ) invitava a prendere “esempio dalla civilissima Svizzera, dove i referendum sono un vero strumento di democrazia popolare e vi è un grande rispetto per il loro risultato.” 
Pienamente d’accordo su questo invito, mentre non lo sono sulle cause dello svilimento del valore dei referendum nostrani.
Secondo me la responsabilità della fuga degli elettori è dell’intero Parlamento e non solo di qualche politico. Nella vicina Confederazione nessun Parlamento, nazionale o cantonale, si permette di fregarsene dei risultati di una consultazione popolare. Da noi succede proprio questo. Qualche esempio per gli smemorati:
Un referendum ha abrogato il finanziamento pubblico ai partiti, il Parlamento gli ha cambiato nome e, se non erro, lo ha anche aumentato.
Un referendum ha eliminato il Ministero del Turismo, il Parlamento si è limitato a cambiargli nome.
Un referendum ha eliminato il Ministero dell’Agricoltura, il Parlamento si è limitato ancora una volta a cambiargli nome.
Anche l’interesse per l’oggetto dei referendum ha giocato la sua parte. Scommetterei che uno sui bolli auto non avrebbe problemi di quorum.
Fatte le debite considerazioni su quanto sopra, capisco chi ritiene inutile il voto referendario e preferisce passare un tranquillo weekend.
 
 
 
Con i miei migliori saluti.
Alberto Gelosia

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