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Referendum: quattro “Sì” per il futuro

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4 giugno 2011

sergio moriggi presidente delle acliLe Acli della provincia di Varese invitano I cittadini ad andare a votare in occasione del referendum del 12 e 13 giugno 2011. Si tratta di un momento di partecipazione importante poiché i temi toccati riguardano i diritti di tutti, la nostra vita quotidiana e il nostro futuro. L’associazione consiglia di esprimere il proprio “sì” a tutti i quesiti referendari.
Quattro “sì” sollecitati da importanti motivi.
 
Due referendum riguardano la gestione dell’acqua e le Acli sono state tra le organizzazioni promotrici della raccolta firme. Votare “sì” al primo referendum significa fermare la privatizzazione dell’acqua impedendo che un bene pubblico dal valore universale come questo venga consegnato ai privati. Votando “sì” verrà abrogata la norma che stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato. (nella foto: Sergio Moriggi, presidente provinciale delle Acli)
Anche il secondo referendum riguarda l’acqua e votare “sì” serve ad impedire di farne oggetto di profitto. Votando “sì” viene cancellata la norma che stabilisce che la sua tariffa sia unicamente determinata da considerazioni economiche e finanziarie. Riteniamo invece che l’acqua sia un diritto di tutti indipendentemente dalle possibilità economiche di ciascun individuo.
 
Il terzo quesito referendario riguarda invece l’energia nucleare. Il “sì” serve a cancellare la proposta di costruire nuove centrali nel nostro paese. Quando si parla di energia nucleare è doveroso pensare all’impatto ambientale che la costruzione e il funzionamento di una centrale nucleare comportano ma anche ai danni sociali, economici e a quelli irreversibili per la salute pubblica in cui si incorre in caso di incidente. Riteniamo che la vera risposta energetica per il nostro paese sia da ricercare nelle energie rinnovabili e pulite, non nel “vecchio” nucleare.
 
Infine votando “si” al quarto referendum si cancella il legittimo impedimento per i politici. Riteniamo sia un dovere sancire in ogni sede il rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini. La legge deve essere uguale per tutti e chi assume cariche pubbliche acquisisce una responsabilità che impone comportamenti trasparenti, non privilegi che regalano impunità.
 Ricordiamo infine che la partecipazione è fondamentale per il raggiungimento del quorum. Il referendum è uno degli istituti cardine della nostra democrazia ed è l’unico strumento, oltre naturalmente al voto, che prevede la partecipazione diretta degli elettori alle scelte politiche del nostro paese.                                                                                                                                                                             
Sergio Moriggi presidente provinciale delle Acli

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