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Responsabilità dei comandi militari

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8 gennaio 2009

Egregio direttore,

Di fronte al recente attacco ad una scuola gestita dalle Nazioni Unite, ritengo che una politica estera degna di questo nome non possa rimanere, come sembra fare la nostra, silenziosa.
Vorrei osservare che ammesso e non concesso che i morti tra i civili siano vittime “collaterali” inevitabili, la scelta di cannoneggiarre invece di rispondere al fuoco impiegando personale militare sul campo(pure con l’accettazione di tutte le conseguenze in termini di rischio e di vite militari che ciò comporta) è una decisione a carico di chi conduce quelle operazioni.
Vorrei inoltre aggiungere che, a parer mio, quando il teatro delle operazioni è un luogo di culto.. un ospedale.. una scuola o una struttura sovrannazionale, se questo pure non ne garantisce l’inviolabilità a causa della strumentalizzazione da parte del più cinico e criminale fondamentalismo, dall’altro non dovrebbe consentire interventi radicali (tre colpi di artiglieria) quale quello perpetrato dall’esercito israeliano in questa occasione, come da quello di chiunque altro.
Vorrei: Ma in guerra, almeno in questa, sembrano non esistere nè regole nè violazioni.

Cordiali Saluti,

Mirco Guietti

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