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Riecco lo straniero invasore

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3 novembre 2008

Egregio Direttore,
la lettera di Daniela Restelli, vice coordinatrice Giovani Padani del Saronnese dimostra, se ce ne fosse bisogno, l’assoluta necessità di una vera riforma della scuola.
Che non è, ovviamente, quella di facciata proposta dalla Gelmini con il ritorno del grembiule e con i tagli indiscriminati, ma che riguarda la necessità di ritornare a studiare seriamente, partendo magari dalla storia.
La giovane padana, rievocando le cause della Grande Guerra, dice di averle trovate: “quei giovani hanno combattuto eserciti che tentavano di invaderci e conquistarci ……”.
E da qui parte il suo “ragionamento”: oggi, secondo lei, è in atto, con armi più subdole, la stessa invasione, ecc. ecc.
Non intendo naturalmente scendere su questo piano, soprattutto in questa sede.
Vorrei limitarmi a ricordare alla nostra giovane che, a onor del vero, in quegli anni l’esercito straniero non tentava di invaderci e conquistarci ma, al contrario, cercava di mantenere il possesso di terre che noi italiani volevamo finalmente riportare nell’ambito di una Nazione unita, a coronamento del nostro Risorgimento.
Come si vede, in mancanza di una solida base culturale e partendo da presupposti sbagliati , si arriva fatalmente a conclusioni sballate.
Come quelle di coloro che, sullo stesso versante, continbuano a citare a sproposito il povero Carlo Cattaneo.
Dimenticando che il federalismo era, per lui, lo strumento per unire ciò che era separato e non certamente l’arma per dividere ciò che era unito.
Così come dimostra la sua ferma battaglia, anche in Svizzera, contro le leghe secessioniste.
Ma questa è un’altra storia ancora.
Un cordiale saluto

Angelo Bruno Protasoni, Gallarate

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