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Rifiuti: non cercate di spostare il 45esimo parallelo

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26 giugno 2011

Egr. direttore,
ho l’impressione che il timido Ismaele abbia bisogno di leggere qualche giornale e qualche libro per evitare di dire cavolate.
Ad esempio dice che a Napoli non ci sono inceneritori. Vero, in piazza del Municipio non se ne vedono, ma ad una ventina di chilometri dalla stessa piazza ce ne è uno, messo in funzione dal Governo perché i Napoletani non ne erano capaci.
Quando parla del 45° parallelo forse ignora dove sia: passa esattamente pochi metri a Sud di Piacenza. Per cui posso tranquillamente dargli ragione visto che a Nord del 45° bisogna arrangiarsi, mentre a Sud di questo ci si arroga il diritto di scaricare le incapacità locali su Mamma Lupa.
Se poi vogliamo essere pignoli il ciclo dei rifiuti, dalla produzione alla fine, è una tipica competenza degli Enti locali e non del Governo. L’Azienda che gestisce la spazzatura di Napoli, l’ASIA, è una municipalizzata, il che vuol dire che le responsabilità son locali e non romane.
Quando poi ci accorgiamo che l’ASIA ha più dipendenti della sua omologa milanese, possiamo arrivare solo ad una conclusione: quel che dovrebbe fare il Governo è togliere ogni potere decisionale sia ai dirigenti ASIA sia, e soprattutto, a chi li ha nominati.
Mi è capitato di leggere un comunicato di Greenpeace del lontano 2008 che è di una sconvolgente attualità. Eccone un brano istruttivo:
“Greenpeace sostiene che attribuire alla mancanza di inceneritori l’emergenza in Campania è del tutto fuorviante. A parte l’impatto della combustione, per costruire l’inceneritore di Acerra non sono bastati sette anni, mentre una seria raccolta porta a porta può intercettare in pochi mesi quote di differenziata ben superiori al 50%. Nell’immediato, la priorità è quella di togliere l’immondizia dalle strade, la risposta più rapida è ricorrere a un deposito temporaneo anche sul demanio militare, ma è indispensabile avviare subito una campagna per la raccolta differenziata porta a porta.
In Campania, il problema nasce dalla scarsa volontà politica e capacità strategica di gestire un problema che "marcisce" da anni, oltre che dalla collusione della criminalità organizzata.”
Con i miei migliori saluti.

Alberto Gelosia

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