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Rileggiamo Carlo Cattaneo e il prof. Ambrosoli

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17 novembre 2008

Egregio Direttore,
altri lettori sono già intervenuti con convincenti argomentazioni in merito alla seconda lettera della giovane rappresentante padana saronnese sulle “invasioni straniere” e sul suo azzardato parallelo fra austro-ungarici e marocchini.
Non ho quindi bisogno di aggiungere nulla su questo tema.
Vorrei solo, in qualità di modesto ma appassionato cultore del pensiero repubblicano, cercare ancora una volta di vedere il lato positivo nell’appassionato intervento della signorina Restelli.
Mi riferisco ai suoi richiami a Carlo Cattaneo.
Come ho già avuto modo di scrivere, occorre approfondire bene lo studio di questo pensatore (e uomo d’azione) lombardo in modo da inquadrarlo esattamente nel contesto storico in cui si esprimeva.
C’è, per esempio, una naturale evoluzione facilmente riscontrabile nei suoi scritti della prima metà del secolo raffrontati con quelli del periodo successivo.
Penso, in ogni caso, che possiamo essere tutti d’accordo almeno nel riconoscere al nostro una visione sempre coerente e chiara del federalismo, visto come “strumento per unire ciò che è diviso e non, al contrario, per dividere ciò che è unito”.
E’ veramento molto significativa, a questo proposito, la sua polemica in Svizzera contro le Leghe secessioniste.
L’apprezzabile volontà di approfondire il pensiero repubblicano federalista risorgimentale da parte dei giovani padani potrà in ogni caso trovare preziosi elementi di approfondimento e riflessione negli scritti di un grande varesino, il professor Luigi Ambrosoli, che nel mese di novembre del 2001 fu premiato dal Presidente della Repubblica Italiana, Azeglio Ciampi, proprio per i suoi studi su Carlo Cattaneo.
Consiglierei, a questo proposito, “Carlo Cattaneo e il federalismo” (Istituto Poligrafico dello Stato, 1999) e “La scoperta di Carlo Cattaneo” (Macchione editore, 2000).
Io sono veramente convinto che una buona base culturale, così come la conoscenza della storia nostra e degli “altri”, possa favorire un punto d’incontro costruttivo.
E’ una base indispensabile per arrivare a costruire una società che sia capace di coniugare il rispetto della tradizione – e soprattutto dei diritti civili che ci siamo conquistati – con la necessaria, inevitabile, apertura verso gli altri popoli.
Carlo Cattaneo, repubblicano, metteva sempre davanti a tutto – accanto al principio dell’unità nazionale – quelli della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità.
Sono tre concetti inscindibili, oggi come allora: i primi due non stanno in piedi senza il terzo.
Un fraterno saluto.

Angelo Bruno Protasoni
Presidente Sezione Giuseppe Tramarollo
Associazione Mazziniana Italiana
Gallarate

Angelo Bruno Protasoni

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