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Risposta a: postini frettolosi

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7 settembre 2011

Egregio direttore,

mi permetta di spezzare una lancia a favore dei “postini frettolosi” nominati dalla sig.a Roberta di Busto. Ha ragione, secondo me, nel dire che oggi sono cambiate – nel peggio – le modalità di distribuzione della corrispondenza rispetto al passato.
La colpa però, credo, non sia dei “Portalettere”, ma da ciò che si prefigge Poste Italiane S.p.A. – la più grande azienda di servizi italiana -: utili, utili ed ancora utili, spremendo al massimo i propri dipendenti ed in particolar modo quelli addetti agli sportelli, agli smistamenti ed i portalettere. Vero è che dal 1998, anno in cui Poste Italiane è stata trasformata da Ministero a Società per Azioni, ad oggi abbiamo assistito ad un colossale risanamento ( da un bilancio passivo del 1997 di circa 800 milioni è stato chiuso il 2010 con un utile netto di oltre un miliardo di Euro). Però vi è anche il rovescio della medaglia ! Il succitato risanamento è scaturito principalmente da un ampliamento del ventaglio dei servizi svolti da Poste Italiane S.p.A. ed una contrazione di interesse per il servizio relativo alla “corrispondenza”.
Essa è diventata anche: Banca, Società Finanziaria, Compagnia di Assicurazione, Supermercato dei più svariati articoli, ecc., sottraendo, conseguentemente, fette di mercato alle altre realtà operatrici di quei settori. Tutte attività peraltro che nulla hanno a che fare col settore corrispondenza, e quindi i cittadini interessati alla “corrispondenza” pagano lo scotto.
Un’altra anomalia, avallata dal Governo, è l’enorme disparità di trattamento tra i dipendenti di Poste Italiane: mentre gli alti dirigenti vengono super pagati, sino ad arrivare alla cifra astronomica di € 1.200.00,00 l’anno (circa 4.000,00 Euro al giorno) per l’Amministratore Delegato, i Portalettere spesso sono assunti con contratto a termine (come se l’esigenza della corrispondenza fosse stagionale o comunque temporanea) ed hanno quantità di lavoro e percorsi da rispettare in tempi piuttosto ristretti. Ecco sig.a Roberta con chi dobbiamo prendercela ! Con i “Postini” penso proprio di no e poi questi, essendo assunti a tempo determinato, non hanno alcuna voglia, incentivo, interesse ad affezionarsi a quel tipo di lavoro. Ed è comprensibile !
Cordialmente

Martino Pirone

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