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Ritratto di un‘Italia inaffidabile

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4 aprile 2011

Caro direttore,
non sono passati neanche tre anni da che l’Italia è nelle mani di Berlusconi, Alfano, La Russa,
Frattini e compagnia ruspante.
Che ne dice il mondo? Come la giudicherà la storia?
Si prenda in esame una sola questione, il rapporto con la Libia.
L’immagine che ne esce è di un’Italia inaffidabile, codarda, dalla quale è consigliabile stare alla
larga.
Pur preparato ai tempi del suo governo, al fine di chiudere con le vergogne della dominazione
coloniale e consolidare una nuova stagione di cooperazione, il trattato di amicizia Italia- Libia non
fu firmato da Prodi perché in un capitolo erano previsti impegni troppo gravosi per il nostro Paese,
che andavano rivisti, ridiscussi.
Berlusconi invece lo firmò immediatamente, così com’era, subito dopo l’elezione a capo del
governo, il 30 agosto 2008. E quella firma fu enfatizzata e solennizzata in modo plateale con
abbracci, baciamano, sfilate alla caravanserraglio, più volte, a Roma, a Tripoli, a Bengasi. Fino
all’ultima esibizione folcloristica del 29-31 agosto 2010.
Dopo sei mesi l’Italia di Berlusconi partecipa alla guerra contro la Libia. Per bombardare le sue
città mette a disposizione basi militari e aerei.
Con la motivazione per cui Gheddafi sarebbe un dittatore e un criminale.
Saluti cordiali
Maria Pellegatta

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