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Sacrifici e buon governo

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21 settembre 2011

Egr.Direttore,
è in corso una delle crisi economico finanziarie più tremende degli ultimi 30 anni.L’economia è stagnante e la crescita non c’è.I consumi scendono inevitabilmente.
Le varie finanziarie e manovre non si contano più.Dal Luglio 2010 ad oggi ne sono state fatte ben tre e per un importo complessivo superiore ai 100 miliardi di €.
A quanto pare a poco sono servite se è vero che tutti gli indicatori economici sono in negativo.
Le ragioni sono mille ma la più evidente è che si è messo mano più che alle spese, alle entrate(tasse) facendo di conseguenza scendere il potere di acquisto.
E’ di tutta evidenza che servirà altro nel breve/medio periodo e qui c’è il problema dei problemi.
Per chiedere nuovi sacrifici bisogna fare cose credibili e non frutto delle pensate di una notte.
C’è ovviamente anche un problema complessivo di credibilità dell’attuale opposizione che non riesce a trovare una proposta univoca come alternativa possibile.
Ci vuole un programma di governo chiaro, trasparente, comprensibile dai cittadini, credibile e questo programma lo si deve discutere con tutte le parti sociali interessate.
Si deve cominciare a togliere i mille privilegi in essere e tagliare le unghie ai furbetti del quartierino.
E’ essenziale cominciare, a mio giudizio, da due cose inderogabili e farle bene: le liberalizzazioni(tutte) ed il fisco.
Una volta fatto questo si potrà procedere anche alle altre riforme sempre da fare con il confronto con le parti sociali, senza imposizioni ed attraverso leggi ordinarie. Certo non attraverso decreti legge da approvare a colpi di fiducia. I colpi di fiducia in parlamento non corrispondono infatti alla fiducia dei cittadini e spesso generano conflitti sociali che non giovano a nessuno.
Si potrebbe in questo modo mantenere la "pace sociale" e chiedere sacrifici, equamente distribuiti e finalizzati alla crescita e non alla cassa.
Le cose avventate e decise sulla spinta di qualche corporazione sono sempre origine di ingiustizie sociali e direi che di esempi in questo periodo ne abbiamo avuti molti.
Chi chiede sacrifici deve cominciare da se stesso e le decisioni devono essere frutto della più ampia e trasparente discussione.
Per farlo serve un governo credibile, austero nei suoi comportamenti e di alta levatura morale.
Mi pare che queste caratteristiche non facciano parte dell’attuale esecutivo
 
Cordialità
Giovanni Focchi

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