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Sale sì ma in zucca

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9 gennaio 2009

Caro Direttore,
le scrive una sopravvissuta. A cosa chiederà Lei, giustamente? All’Odissea del tragitto da casa al lavoro, dieci chilometri contati, dal Rione Redentore di Busto Arsizio a Marnate.
Un viaggio tra i ghiacci che manco Jack London avrebbe potuto auspicare ed io non avevo nemmeno il miraggio di andare a cavar oro, anzi…
Le nevicate dei giorni scorsi, ancorché mitigate dalla provvidenziale pioggia di poche ore fa, sono ancora tutte ai lati delle strade, ammonticchiate colpevolmente sulle auto in sosta, che il freddo di stanotte ha trasformato in bizzarre, ma straordinariamente solide, sculture di ghiaccio e lamiera.
Io, fortunata detentrice di un garage, ho osservato donne che annaffiavano le gomme delle proprie auto, sperando forse di veder fiorire la possibilità di uscire indenni dal posto auto di ghiaccio.
Ho attraversato nubi di gas di scarico insolitamente grandi, provocate dall’ira legittima di chi premeva sull’accelleratore nella speranza vana di schiodare le ruote dalla lastra di vetro che sono le strade cittadine, orbe di un qualsivoglia granello di sabbia o sale. Persino la consueta spocchia dei guidatori di SUV, solitamente distribuita senza parsimonia dall’alto del loro lussuoso posto di comando a tutti coloro che non montano almeno cerchi da 19′, era mitigata dall’incredula constatazione dello stato delle vie.
La mia slitta senza husky, una Clio, si è prodotta in qualche involontaria figura di pattinaggio artistico sul ghiaccio, immediatamente imitata da altri, emuli malriusciti di Evgeni Plushenko…
Tutto previsto, tutto già detto. Dove e da chi, mi incalzerà Lei? Da ogni Giuliacci Senior e Junior, da ogni Colonnello dell’Aeronautica, l’allarme ghiaccio è rimbalzato dalle reti nazionali ai canali locali, ripreso più volte da ogni mezzo di comunicazione. Evidentemente, caro Direttore, il telegiornale lo guardano solo i pendolari, non i Sindaci, non gli Assessori al traffico, non i Vigili Urbani e tutti coloro che erano preposti ad evitare che una situazione del genere si verificasse.
Sono sopravvissuta, Direttore, ed è perfettamente inutile che Le ribadisca che è una vergogna, che i marciapiedi sono ingombri di neve che resterà lì sino a Pasqua e i pedoni saranno pertanto costretti a camminare in mezzo alla strada, andando ad aumentare le difficoltà degli automobilisti a cui si aggiungerà, oltre alla specialità del pattinaggio sul ghiaccio, anche una certa competenza nello slalom gigante.
Quando si dice che manca il sale. In zucca ai nostri amministratori, però.

La saluto Direttore, e scusi lo sfogo.

Michela Vocino

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