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Salvare le Pmi

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19 settembre 2006

Una parte consistente della nostra classe politica ha svenduto il sistema produttivo della Padania, compiendo scelte politiche del tutto disdicevoli. Tutto il tessuto produttivo della Padania è in crisi da anni, ma non si vedono soluzioni all’orizzonte. La Lega, Cassandra solitaria, continua a dirlo da anni, ma non abbiamo avuto la forza elettorale necessaria per cambiare le cose e ridare impulso all’economia della nostra terra. Chi non lo ha ancora fatto, dovrebbe iniziare a domandarsi come fare per risolvere la crisi che colpisce tutte le nostre aziende.

Esistono due questioni fondamentali: da una parte c’è il sistema Stato Nazionale e Super-Stato Europeo, dall’altra ci sono i nostri politici irresponsabili verso il popolo che li ha eletti. Bisogna iniziare a mettere in dubbio il sistema politico italiota che permette alle grandi industrie di stra-guadagnare a spese della comunità, scaricando poi le proprie perdite sulla comunità medesima. Si è puntato troppo sulle grandi aziende che non si sono dimostrate responsabili verso il popolo padano, che ha dato loro linfa vitale per crescere. Adesso queste stesse grandi imprese, in caso di crisi, sono invitate da certi politici a delocalizzare. Se un’azienda grande può trasferirsi all’estero, la stessa cosa non può farla né il lavoratore medio, né la Piccola Media Impresa.

Le PMI invece non possono delocalizzare, quindi contribuiscono a mantenere il sostrato produttivo della Padania, permettendo la creazione e la sussistenza di posti di lavoro a livello locale. Non si capisce come mai solo la Lega spenda parole per difendere le nostre PMI.
Le PMI sono il patrimonio della Padania e bisognerebbe difenderle in ogni maniera, anche con i Dazi ed anche contro le leggi del Super Stato Europeo, qualora impediscano di aiutare le nostre imprese sia attraverso misure protezionistiche, sia per mezzo di sgravi fiscali e l’abbassamento delle
imposte. In Svizzera i sindacati, al contrario di quelli italiani, hanno deciso di sostenere le PMI, proprio per sostenere i lavoratori locali. Qui da noi, invece si preferisce risolvere il problema eliminando di fatto i diritti sindacali. Finchè infatti continuerà l’invasione extracomunitaria, il costo
del lavoro diminuirà, così come continueranno a diminuire di fatto i diritti sindacali. La cosa più sensata da fare sarebbe quella di fermare il flusso migratorio finchè la disoccupazione padana non sarà di nuovo sotto controllo.

Bisogna creare le basi affinché le nostre PMI ritornino ad essere competitive a livello mondiale, ma questo non lo si fa con la delocalizzazione, piuttosto con l’aiuto pubblico alle PMI affinché investano nei centri di ricerca, affinché il mondo universitario e della ricerca permettano di creare un “turn over” tra pubblico e privato. Bisogna investire maggiormente avendo fiducia nella Padania, cosa che il Governo di roma non intende fare: basta guardare ai pochi soldi che roma fa ritornare
sul nostro territorio per averne certezza. Il Governo di roma pensa solo a tagliare le spese necessarie in Padania, mantenendo però quelle utili a mantenere un sistema clientelare per garantire la rielezione di certi politici di una certa parte dell’italia.

Lo Stato Nazione non può fare niente per evitare che una multinazionale o una grande impresa lasci il nostro territorio. Lo Stato italia è troppo piccolo per avere voce in capitolo e nel contempo è troppo grande per capire le situazioni economiche a livello locale. Il livello intermedio: le Regioni
potrebbero invece gestire i flussi economici e lavorativi in modo più efficiente e produttivo. Le Regioni potrebbero investire, se ci fosse il Federalismo Fiscale, più soldi dove servono realmente. Se poi l’Europa, anziché continuare a perder tempo ad occuparsi di questioni locali, iniziasse ad interessarsi maggiormente di politica ed economia a livello extra europeo, potrebbe avere l’autorevolezza necessaria per sostenere e vincere la sfida contro le multinazionali e la globalizzazione. Solo così si salvano le nostre aziende. Finchè ci sarà la Lega, la nostra
terra non sarà in vendita.

Angelo Veronesi, Lega Nord Saronno

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