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Sant’Antonio, sì al vin brulè e no al falò

VIII Falò di Sant\'Antonio
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3 gennaio 2018

Gentile direttore,

pare che a Tradate si voglia ripristinare, dopo 5 anni di silenzio, il mega-falò di Sant’ Antonio. Espongo il mio punto di vista che è condiviso da moltissimi tradatesi.

Si facciano tutte le feste possibili tradizionali e non, ma nessuna di queste deve causare danni alla salute.
I dati scientifici parlano chiaro, la combustione incontrollata di legna all’aperto produce una quantità di polveri sottili impressionante, per avere un’idea è pari alle polveri create dall’intero traffico nel comune di Tradate per 3 mesi.

Il tutto nel mese più inquinato dell’anno ove le centraline dell’area Saronno-Varese segnalano sforamenti di PM10 oltre i limiti di legge e poco dopo i recenti incendi nelle nostre valli. Chiunque su internet può leggere e documentarsi. La Regione Lombardia proprio per questo vieta qualunque combustione all’aperto.

A questo punto spetta al sindaco, responsabile in primis della salute dei cittadini, intervenire, a prescindere da considerazioni politiche, solo per la tutela della salute.

Come già ribadito in più occasioni penso che sarebbe bella una festa di Sant’Antonio con tanto vin brulè, salamelle, musica ed altro limitando fortemente le dimensioni del falò, i Tradatesi lo capirebbero ed apprezzerebbero. Prima di tutto la salute.

Non è una questione politica ma di intelligenza e sensibilità.

Maurizio Alberti

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